04 novembre 2013

I conti in rosso dell’esercito Usa

Il Capo di Stato Maggiore dell'esercito statunitense Ray Odierno, già comandante della coalizione multinazionale in Iraq dal 2008 al 2010, ha detto che con la crisi siriana alle porte la sua paura più grande è quella di ricevere l'ordine di schierare migliaia di soldati sul campo di battaglia. E con buona ragione.

L'esercito ha solo due brigate pronte al combattimento in questo momento, ha detto il generale. Anche quelle dirette in Afghanistan attualmente sono qualificate per la formazione e la consulenza delle truppe nazionali afgane e non per il combattimento. Detto questo bisognerà aspettare fino al giugno del 2014 per ottenere sette brigate addestrate e equipaggiate al combattimento.

"Sta per venire un momento in cui l'esercito semplicemente non ha abbastanza soldi per fornire quello che io ritengo essere la giusta quantità di forze di terra per condurre operazioni di emergenza", ha detto Odierno. "Non siamo ancora arrivati a quel punto, ma è qualcosa di veramente prossimo."

Il Segretario dell'Esercito John McHugh ha detto che lui insieme al Capo di Stato Maggiore si sono impegnati a fare in modo che "qualunque sia la forza finale dell'esercito o quella dei suoi bilanci, non riusciremo mai a mandare un soldato in guerra impreparato, inesperto o non correttamente attrezzato." Ma ha riconosciuto che ci sono incertezze senza precedenti con cui l'esercito deve vedersela.

Dopo il budget sequestration , la procedura annuale di tagli federale, il buco nei conti dell'esercito è stato coperto con prontezza, ma anche con dei tagli e delle modernizzazioni che stanno lasciando profonde tracce. Ecco perché ci sono così poche brigate addestrate ed equipaggiate per le missioni di combattimento. E anche se gli amministratori dell'esercito cercano di accelerare il prelievo dalle casse dello stato federale per contribuire a liberare un po' di soldi e mantenere lo status quo, l'ammodernamento dell'esercito rimane per Odierno l'unica strada percorribile.

Un passo in questa impresa è lo sforzo per tagliare il 25 per cento delle spese generali nelle sedi amministrative. Il Pentagono ha richiesto un taglio del 20 per cento, ma Odierno sostiene che la fetta è più grande e che si può ottenere qualche risparmio significativo così da mettere nelle condizioni l'esercito di preparare alcune migliaia di soldati per le brigate di pronto intervento.

Ma molti problemi sono oltre il controllo dell'esercito. A guidare questa categoria è l'abitudine del Congresso di arrivare al gridlock , lo stallo decisionale tra democratici e repubblicani sui tagli o sull'implementazione del budget. Uno stallo che quest'anno - come ogni anno - ha generato il braccio di ferro sullo shutdown e come conseguenza ha imposto, tra le altre cose, alle  forze militari di operare sui bilanci dell'anno precedente.

Queste risoluzioni sul budget generate a colpi di gridlock, combinati con l'effetto paralizzante del budget sequestration, hanno avuto un impatto negativo sugli attuali 485 programmi dello US Army. Di conseguenza, dice Odierno, l'esercito non può avviare nuovi contratti, che è enormemente problematico per una forza militare che sta cercando di evolvere in una nuova era tecnologica e questo significa che ogni programma è in pericolo.

"Di cosa abbiamo bisogno? Dobbiamo assicurarci che i nostri soldati abbiano il miglior equipaggiamento possibile", ha detto Odierno. "Dobbiamo assicurarci che i nostri soldati abbiano i dispositivi di protezione individuali necessari, abbiano le armi giuste. E poi abbiamo bisogno di qualcosa per sostituire l' Humvee  e anche il Bradley . Abbiamo bisogno di investire nei nostri sistemi di trasporto aereo - i nostri UH-60 , i nostri Apaches , i nostri CH-47 . Dobbiamo fare in modo che negli ambienti complessi in cui stiamo per operare le nostre truppe abbiamo una rete informativa e di comando che ci permetta di passare le informazioni molto velocemente dal basso verso l'alto. In realtà abbiamo bisogno di tutto. La linea di fondo è che non possiamo permetterci tutto. Quindi stiamo per prendere decisioni difficili."

Saranno ridotti alcuni programmi, gli altri saranno eliminati, ha detto il Capo di Stato Maggiore - anche se né lui né il Segretario sono stati disposti a dire quali.

Alcune di queste risposte emergeranno probabilmente alla fine di quest'anno. Odierno attualmente sta conducendo la revisione quadriennale della Difesa in cui strategie e bilanci futuri saranno bilanciati nuovamente, al meglio di quanto il budget federale permetta.

 

Pubblicato in collaborazione con Meridiani Relazioni Internazionali


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