10 marzo 2020

Il Covid-19 avanza anche in Europa

La diffusione del Covid-19 nei diversi Paesi europei è stata piuttosto rapida nei primi giorni di marzo, subendo una brusca accelerazione rispetto alle settimane precedenti; non si può dire però che questa impennata dei contagi rappresenti una sorpresa. Si tratta piuttosto della conferma di timori fondati. Il numero dei contagiati nella maggior parte dei Paesi europei è ancora lontano da quelli raggiunti dall’Italia, ma in Francia, in Germania e in Spagna si è oltre i 1.000 casi e il numero totale delle persone colpite dal Covid-19 in Europa ha superato martedì 10 marzo largamente i 12.000: 9.172 soltanto in Italia, 1.412 in Francia, 1.231 in Spagna, 1.224 in Germania, 374 in Svizzera, 321 nel Regno Unito, 321 nei Paesi Bassi, 261 in Svezia, 239 in Belgio, 227 in Norvegia; il virus è presente in tutti i Paesi europei, con numeri molto bassi nelle zone orientali e nei Balcani.

La diffusione del virus è stata molto rapida soprattutto negli ultimi otto giorni, considerando che lunedì 2 marzo in tutta Europa si contavano poco più di 2.000 casi. Attualmente l’Europa, con una percentuale superiore al 10% rispetto al totale globale, presenta una situazione critica in confronto agli Stati Uniti, all’America Latina e all’Africa, dove la diffusione dell’epidemia appare più lenta. Va tenuto anche conto che la Cina ha superato la fase più acuta dell’epidemia e presenta un forte rallentamento dei contagi. A livello globale, infatti, i Paesi coinvolti nel contagio sono 106 e sono stati registrati 114.448 casi, di cui 80.754 in Cina; le vittime sono in tutto 4.026, di cui circa il 75% in Cina. Cresce anche il numero dei guariti che hanno raggiunto complessivamente quota 64.156. La situazione è comunque in continua evoluzione e le previsioni non sono facili; è opinione diffusa però che il Coronavirus non abbia ancora raggiunto nell’area europea il suo picco. L’Unione Europea prova a reagire, cercando una non facile omogeneità delle misure di contrasto.

Lunedì 9 marzo il governo italiano ha varato nuovi, drastici, provvedimenti, estendendo a tutto il Paese le misure che erano state applicate già in Lombardia e nelle provincie più colpite dal virus. Saranno limitati gli spostamenti che non siano motivati da comprovati motivi di lavoro, necessità e salute. La popolazione è stata invitata a rimanere a casa e la riapertura delle scuole procrastinata fino al 3 aprile. Sui 9.172 che hanno contratto la malattia, 463 sono le vittime, 724 sono le persone guarite, mentre i malati attualmente positivi sono 7.985, con un incremento fra l’8 e il 9 marzo di 1.598 casi. I pazienti ricoverati in terapia intensiva per Coronavirus sono 733. La Lombardia rimane la regione nettamente più colpita, con 66 morti e 41 ricoverati in più in terapia intensiva in un solo giorno.

Domenica 8 marzo in Germania il ministro della Salute Jens Spahn, ha annunciato nuovi provvedimenti volti ad evitare eventi e concentrazioni di persone. La regione più colpita dall’epidemia è il Nord Reno-Westfalia dove si sono verificati due decessi. In Francia le regioni più colpite sono l’Oise, Val-d’Oise, Haute-Savoie, Morbihan, Grand-Est e la Corsica, quindi con diversi focolai non contigui fra loro. Finora sono state 30 le vittime in tutto il territorio nazionale. Fra le raccomandazioni su cui più insistono le autorità francesi, quella di evitare le visite, se non strettamente necessarie, alle persone anziane, per proteggerle dal contagio. Anche in Spagna l’evoluzione dell’epidemia è stata molto rapida nelle ultime giornate. In totale le vittime sono 30; la zona di maggior concentrazione dei casi e dei deceduti è Madrid.

Naturalmente, i timori maggiori sono per la salute dei cittadini, ma cresce la preoccupazione anche per le conseguenze economiche dell’epidemia. La Borsa di Milano ha chiuso lunedì 9 marzo con un calo dell’11,17%; è possibile che si verifichi a livello globale un fenomeno di assestamento, il cosiddetto rimbalzo, che ha già influenzato il rialzo della Borsa di Tokyo. Permane un clima di incertezza sull’andamento delle prossime settimane. I settori in maggiore sofferenza a livello europeo sono turismo, trasporti e automobilistico; l’OCSE ha tagliato le stime di crescita dell’eurozona, valutandole ora intono a un modesto 0,8%, con tre punti in meno rispetto a quanto previsto solo pochi mesi fa, a novembre 2019. Rispetto alle sollecitazioni dell’Italia, Valdis Dombrovskis e Paolo Gentiloni, rispettivamente vicepresidente e commissario all’Economia, hanno specificato che le spese sostenute per far fronte alla diffusione del Covid-19 sono escluse dal calcolo del bilancio strutturale e quindi non verranno prese in considerazione nella valutazione dell’adeguatezza del bilancio da parte dei Paesi membri.

 

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Immagine: Un soldato controlla la temperatura di un pendolare presso la base militare statunitense Garrison Humphreys (Camp Humphreys), Corea del Sud (27 febbraio 2020)

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