27 febbraio 2018

Il Venezuela verso le elezioni presidenziali

Nonostante l’isolamento internazionale in cui si trova attualmente il Venezuela e l’ostilità di molti Paesi sudamericani, incoraggiata tenacemente dal segretario di Stato Rex Tillerson nella sua missione in America Latina, nonostante l’inflazione e i gravi problemi economici, nonostante l’ostilità di molti suoi concittadini, non sembra affatto che la parabola politica di Nicolás Maduro sia vicina alla conclusione.

Il presidente che raccoglie l’eredità di Hugo Chávez e il suo Partito socialista unito del Venezuela sembrano in grado di mantenere il potere a dispetto delle previsioni di non sempre disinteressati osservatori e delle intenzioni dei suoi molti avversari. La vittoria nelle elezioni comunali di dicembre, il sostegno dalla Cina e dalla Russia, l’iniziativa di creare una nuova moneta, il petro, per gli scambi internazionali, hanno mostrato che Maduro dopo le tante difficoltà del 2017, ha ancora spazi di manovra e capacità di azione politica.

In questo contesto, con un’iniziativa sorprendente, Maduro ha anticipato al 22 aprile la data delle elezioni presidenziali, che erano previste per dicembre. Una mossa che ha spiazzato le opposizioni, divise, logorate da estenuanti trattative per la riconciliazione nazionale che si sono alternate in questo difficile 2017 a misure repressive e di chiusura. Mettendo fuori dalla contesa elettorale delle presidenziali coloro che avevano boicottato le elezioni comunali, Maduro ha subìto moltissime accuse di autoritarismo, ma ha evidenziato le divisioni e le contraddizioni dell’opposizione. Alla fine contro di lui non si manifesta nessuna candidatura forte, perché l’unico movimento importante di opposizione che ha ottenuto nei tempi previsti il permesso di partecipare, superando divieti e barriere burocratiche, è Azione democratica, che propone Henry Ramos Allup, ex presidente dell’Assemblea nazionale. Non è ancora chiaro come gli altri partiti della coalizione Mesa de la Unidad Democrática (MUD) reagiranno a questa candidatura che appare obbligata, se sosterranno Allup unitariamente o si assisterà a una nuova spaccatura.

L’opposizione a Maduro potrebbe anche decidere di mantenere la sua unità boicottando le elezioni e denunciando le condizioni in cui si sono state organizzate. Uno scenario che comunque non sembra mettere in difficoltà nei tempi brevi Maduro: l’invito al dialogo con gli Stati Uniti, lanciato con un tweet, sembra una mossa propagandistica, ma dimostra che l’erede di Chávez si prepara a giocare la sua partita a tutto campo.


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