20 giugno 2022

Il disordine francese

I circa 48 milioni di aventi diritto al voto francesi sono stati chiamati alle urne domenica 19 giugno per eleggere i 577 deputati dell’Assemblea nazionale. Il presidente Emmanuel Macron aveva fatto, prima del ballottaggio, un forte appello per esortare gli elettori a sostenerlo: «serve una solida maggioranza, nulla sarebbe peggio che aggiungere un disordine francese al disordine mondiale». Questo richiamo non ha ottenuto gli effetti sperati; la percentuale degli astenuti (53,77%) è aumentata rispetto al primo turno e il partito di Macron ha perso la maggioranza assoluta, pur confermandosi al primo posto. La coalizione presidenziale Ensemble! ha ottenuto infatti 246 seggi, la maggioranza relativa più esigua della storia della Quinta Repubblica e comunque lontana dai 289 che servono per governare. La coalizione di sinistra NUPES (Nouvelle Union Populaire Écologique et Sociale) ottiene 142 deputati e si candida a essere la principale forza di opposizione. Ma motivi di grande soddisfazione anche per Marine Le Pen che raggiunge gli 89 seggi, un risultato mai ottenuto e che appare straordinario rispetto agli 8 deputati del 2017. Dopo aver temuto un tracollo, Les Républicains ottengono 61 deputati che rappresenta, comunque, un risultato drasticamente inferiore ai 112 delle precedenti elezioni.

Il paradosso di queste elezioni si evidenzia proprio nel parallelo con quelle del 2017; soddisfazione enorme nella sinistra e nell’estrema destra che incrementano fortemente la loro presenza nell’Assemblea nazionale pur essendo destinate a restare all’opposizione, preoccupazione e frustrazione nello schieramento presidenziale che si vede in sostanza bocciato dagli elettori e non ha una maggioranza, prudenza da parte della destra repubblicana, per cui si aprono grandi possibilità di gioco politico dopo una tornata elettorale piuttosto negativa. L’amarezza della forza di governo è accentuata dalla bocciatura di alcune ministre che non sono state elette e lasceranno il governo: Amélie de Montchalin (Transizione ecologica), Brigitte Bourguignon (Salute) e Justine Benin (segretaria di Stato per il Mare). Tra i sostenitori del presidente, bocciati dagli elettori anche il presidente dell'Assemblea nazionale, Richard Ferrand e il capogruppo in Parlamento, Christophe Castaner. Ha ottenuto invece la rielezione al ballottaggio la premier Élisabeth Borne che ha definito inedita e rischiosa la situazione creata dal voto e ha lanciato un appello alle forze politiche di buona volontà per trovare compromessi e «costruire una maggioranza d’azione». Per dare stabilità al Paese, la maggioranza avrà bisogno dell’appoggio dei Repubblicani, fortemente indeboliti dal voto, che si dichiarano intenzionati a restare all’opposizione, anche se la particolarità della situazione sta aprendo inevitabilmente una riflessione all’interno del partito.

 

Immagine: Emmanuel Macron (2 settembre 2021). Crediti: Faces Of The World [Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)], attraverso www.flickr.com