10 luglio 2017

Il ritorno di Cristina Kirchner

Il 20 giugno scorso l’ex presidente argentina Cristina Fernández de Kirchner si è riaffacciata sulla scena politica del Paese latinoamericano. Dopo 16 mesi d’isolamento ha fatto una prima apparizione pubblica presso lo stadio Julio Grondona, davanti, secondo quanto riferisce il quotidiano spagnolo El País, a 25.000 persone. Lo stadio è ubicato a Sarandí, cuore della periferia di Buenos Aires, zona popolare e povera del Paese, dove la Kirchner può contare sul sostegno di oltre il 40% della popolazione. L’evento ha coinciso con il Giorno della bandiera, un’importante festa nazionale, che ha fatto sì che lo stadio Julio Grondona si riempisse di sole bandiere argentine e non di altri simboli. «Solo bandiere argentine» aveva chiesto Kirchner e la folla, rispettosa come sempre del suo volere, ha seguito il suo appello.

Con lo slogan “Ritorneremo!”, Cristina Kirchner ha creato un nuovo movimento elettorale chiamato Unidad Ciudadana, che si presenterà alle prossime elezioni legislative del 22 ottobre 2017, quando si sceglieranno i deputati e senatori del Congreso de la Nación Argentina. L’annuncio ufficiale è stato dato sabato 24 giugno, ultimo giorno valido per candidarsi. Lasciare tutti sulle spine fino all’ultimo momento è sempre stata una caratteristica della politica kirchneriana.

Un gran numero di persone hanno incoraggiano la Kirchner a compiere questo passo, visto che conquistare il seggio di senatore nella capitale potrebbe essere la prima mossa utile per tentare di presentarsi alle elezioni presidenziali del 2019 forte del sostegno della parte della popolazione più in difficoltà. Infatti, dopo un anno e quattro mesi dall’inizio del mandato di Mauricio Macri, attuale presidente argentino, i dati economici registrati nel Paese non sono positivi e l’inflazione e la crisi colpiscono soprattutto la periferia di Buenos Aires.

Sul versante politico, l’incapacità del peronismo classico di trovare un’alternativa valida a Cristina Kirchner ha riacceso la speranza di vittoria nei suoi sostenitori. Al contrario, gli anti-kirchnernisti sperano in una sconfitta della ex presidente, già accusata di gravi fatti di corruzione, che per loro devono condurre a una sua definitiva uscita dalla vita politica. Pertanto, mentre da una parte si celebrava il ritorno in politica di Cristina Kirchner, dall’altra, davanti alla sede dei tribunali federali dove si istruisce il suo processo per corruzione, si svolgeva una manifestazione per chiedere ai giudici l’accertamento delle sue responsabilità e sanzionare il clientelismo che colpisce l’Argentina.

Nell’attuale contesto politico argentino, e anche se Macri non lo riconosce pubblicamente, tutti sostengono che la candidatura della Kirchner alle future elezioni legislative sia un’ottima notizia per l’attuale presidente, visto che il macrismo nasce proprio come una corrente politica che rifiuta il populismo kirchneriano. Per il momento, il vincitore sembrerebbe essere Macri, su cui, anche se la Kirchner non si ricandidasse, convergerebbe il 50 % degli elettori.

La campagna elettorale ufficiale inizierà il prossimo venerdì 14 luglio, e quattro candidati principali competeranno nelle elezioni che si terranno nel Paese latinoamericano il prossimo 22 ottobre. Cristina Kirchner, con il suo nuovo gruppo politico Unidad Ciudadana; il partito di Mauricio Macri, attuale presidente della Nazione di Argentina, con Propuesta Republicana; Florencio Randazzo, ex ministro del governo Kirchner, che si candida come rappresentante del Partido Justicialista (il partito con cui Cristina Kirchner governò per otto anni e che portò al potere precedentemente anche Néstor Kirchner, il suo defunto marito) e Sergio Massa, membro dell’alleanza Unidos por una Nueva Alternativa, un’improbabile alternativa al peronismo kirchneriano.

Cristina Kirchner vinse le elezioni alla presidenza argentina il 10 dicembre 2007 come candidata per il Partido Justicialista e governò per otto anni. Criticata da molti per le sue riforme politiche di carattere populista, seppe catturare i favori della vasta area povera e proletaria della periferia di Buenos Aires, dove ancora oggi può contare su un grande supporto politico. Nelle elezioni del 2015, travolta da alcuni scandali e dalle accuse di corruzione, fu sconfitta da Mauricio Macri, il quale adottò una posizione più liberale rispetto a quella seguita durante gli anni che i media argentini definiscono di “cristinismo”. Da quel momento in poi Cristina Kirchner non ha ricoperto nessun ruolo pubblico. Fino a oggi.

 


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