29 luglio 2019

Il soft power di Pechino nel Mar Cinese Meridionale

La contesa nel Mar Cinese Meridionale rimane una delle principali minacce per la sicurezza regionale in Asia Sud-orientale. Il coinvolgimento di una grande potenza come la Cina, così come della quasi totalità dei vicini Stati rivieraschi, ha contribuito a dare una rilevanza internazionale alla questione, che viene però spesso presentata in termini puramente strategico-militari.

Questo è però un contenzioso molto sfaccettato, che non può e non deve essere ridotto a un mero conteggio e confronto di avamposti, armamenti e imbarcazioni dispiegate dalle realtà coinvolte. La profondità della questione va valutata anche in termini di propaganda politica e penetrazione nella cultura popolare. Da questo punto di vista Pechino rappresenta un caso particolarmente interessante da analizzare, poiché negli anni è riuscita a confezionare un’incisiva narrazione patriottica. Questa strategia appare ancora più necessaria se teniamo in considerazione la natura storica delle rivendicazioni territoriali cinesi, basate su una presunta presenza millenaria. Quali sono, quindi, gli strumenti scelti da Pechino per raccontare questa storia?

Il partito ha ben presto sottolineato l’importanza delle acque contese non solo in termini strategico-economici, ma soprattutto in termini di giustizia nazionale. Per corroborare il messaggio, si è cercato di sfruttare il passato per creare una sorta di identità nazionale marittima, rappresentando l’Impero Celeste come una benevola potenza dei mari. Perciò non deve sorprendere leggere dei riferimenti al Mar Cinese Meridionale come “sacre acque territoriali”. Secondo le fonti presentate (e probabilmente prodotte) dal partito, Yang Fu della dinastia degli Han Orientali (circa 23-220 d.C.) formulò il primo riferimento alle isole in un manoscritto intitolato Yiwu Zhi (‘Registro delle Rarità’). Da questo momento, si presuppone che l’impero cinese abbia mantenuto un costante controllo sulle acque circostanti, e che tale legame sia stato reciso solo dall’ascesa dell’imperialismo europeo in Asia.

La scelta di esaltare le grandi gesta del passato e la creazione ex novo di giornate commemorative non sono di certo delle novità nel panorama cinese, e l’11 luglio non è più un giorno come un altro per la popolazione cinese, ma è bensì diventata la data della Giornata marittima. Questa festa è stata istituita nel 2005 per celebrare le gesta del famosissimo ammiraglio cinese Zheng He, protagonista di sette spedizioni condotte tra il 1405 e il 1433. I suoi viaggi rappresentavano un importante strumento diplomatico per la dinastia Ming e lo condussero dalle vicine coste malesi e indonesiane sino alla Penisola Arabica e all’Africa Orientale. Secondo la prospettiva di Pechino, Zheng He diventa massimo portavoce dei valori confuciani e fondamentale veicolo di diffusione culturale nell’intera regione. Inoltre, le sue spedizioni divennero presto la base empirica su cui costruire una memoria marittima collettiva.

Come accennato in precedenza, nel 2005, in occasione del 600° anniversario della prima spedizione di Zheng He, Pechino ha deciso di ufficializzarne il culto. Nel mese di maggio, il Consiglio di Stato ha istituito l’11 luglio la Giornata marittima. Da allora ogni anno vengono organizzati diversi eventi in tutto il Paese, ma la celebrazione si estende anche a nazioni vicine come Indonesia e Malaysia, e la mitologia creata attorno a Zheng He è divenuta velocemente uno dei più importanti catalizzatori di soft power nella regione. Quest’anno si è svolta la 15a edizione e per celebrare la ricorrenza è stata organizzata una grande parata a Nanchino, dal cui porto sono partire le spedizioni e in cui si suppone sia seppellita la salma del marinaio.

La bravura di Pechino nel promuovere il mito dell’ammiraglio ha contribuito anche a rafforzare la sua pretesa nel Mar Cinese Meridionale agli occhi della popolazione. Il Partito comunista è riuscito a creare una narrazione storica in cui era facile identificarsi, e le sue spedizioni sono state presentate come un’incarnazione delle relazioni pacifiche che la Cina ha storicamente intrattenuto con il mondo esterno. Se il pacifico controllo sui mari circostanti era qualcosa di assodato nella tradizione cinese, reclamare il controllo e la sovranità su quelle stesse acque ne era semplicemente una logica conseguenza. La creazione di questa ricorrenza rappresenta solo una parte della strategia politica e culturale messa in atto da Pechino, che ha cercato di esaltare il presunto retaggio marittimo attraverso diversi canali.

Da questa prospettiva, Pechino ha dato prova in diverse occasioni di essere perfettamente in grado di sfruttare la cultura pop per legittimare le proprie campagne politiche. La fama di Zheng He ha reso la sua figura facilmente trasportabile sul piccolo schermo, grazie a numerose produzioni multimediali commissionate dal governo. Sono stati girati diversi film e serial sulla sua figura, ma anche animazioni per bambini.

I viaggi di Zheng He verso i Mari Occidentali è un programma d’animazione nel quale vengono narrate le vicissitudini della prima spedizione marittima dell’ammiraglio e della sua flotta. Nonostante sia un prodotto pensato per i più piccoli, adotta una certa solennità ogniqualvolta vengono citati la missione civilizzatrice della spedizione marittima, il ruolo di Zheng He come portavoce dell’impero e, in sostanza, la centralità della Cina nella creazione di un mondo armonioso. Un altro aspetto di grande interesse è la rappresentazione di Zheng e della sua spedizione: il famoso marinaio è stato vittima di un accurato processo di “Hanizzazione,” per cui il retaggio etnico Hui e la fede musulmana sono stati completamente marginalizzati e sacrificati per una maggiore immedesimazione da parte dei destinatari.

La figura di Zheng He ha una fortissima dimensione pop, e negli ultimi 15 anni la Cina è riuscita a creare una solida macchina propagandistica attorno alla sua figura. Dalle rappresentazioni in maschera ai cartoni animati, il celebre ammiraglio eunuco è sempre più centrale nella saga marittima di Pechino, che è così riuscita a creare un eroe confuciano in grado di unire la terra e il mare.

 

Immagine: Uno spettacolo di marionette che rappresenta l'ammiraglio Zheng He. Crediti: Wei Ming / Shutterstock.com

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