19 febbraio 2020

In Germania grande incertezza per il dopo Merkel

La rinuncia a correre per la cancelleria da parte di Annegret Kramp-Karrenbauer ha reso più complessi gli scenari del dopo Merkel. L’equilibrio attuale, con Angela Merkel a capo del governo e Annegret Kramp-Karrenbauer alla guida del partito, doveva essere la premessa, in una fase di transizione, all’assunzione da parte dell’erede designata di entrambi gli incarichi, seguendo in questo la tradizione politica tedesca. Adesso tutto è di nuovo in gioco, non solo i nomi, ma anche i tempi. Il partito sta attraversando un momento di fragilità, in affanno in tutte le recenti occasioni elettorali e scosso dalla tempesta della Turingia, dove i cristianodemocratici locali avevano votato insieme all’estrema destra dell’AfD (Alternative für Deutschland). La CDU potrebbe anche accelerare di qualche mese l’uscita di scena della Merkel per consentire al nuovo leader del partito di consolidarsi in vista delle elezioni del 2021. Una scelta che però molti non condividono, poiché priverebbe il Paese dell’esperienza della Merkel proprio in occasione del semestre in cui la Germania avrà in carico la presidenza del Consiglio europeo; inoltre, la SPD potrebbe decidere di smarcarsi dal governo di grande coalizione nel caso di un cambio anticipato della leadership.

Martedì 18 febbraio Norbert Röttgen, presidente della commissione Esteri del Bundestag, ha annunciato ufficialmente la sua candidatura per la presidenza del partito con dichiarazioni che hanno sottolineato la vocazione centrista del partito e l’abissale distanza dall’estrema destra. Anche se fino adesso quella di Röttgen è l’unica candidatura ufficiale, altri nomi stanno circolando, tra cui Friedrich Merz, Armin Laschet e Jens Spahn. Mertz è il più conosciuto e accreditato e si è sempre dichiarato un europeista convinto; dopo una brillante carriera politica, entrato in rotta di collisione con la Merkel, si è dedicato per nove anni con successo agli affari e alla finanza, prima di rinnovare il suo impegno nel partito. Una circostanza che potrebbe non favorirlo nell’opinione pubblica tedesca, qualora decidesse ufficialmente di candidarsi. Armin Laschet è considerato invece molto vicino alla cancelliera, con cui ha condiviso anche le aperture sul tema dell’immigrazione. Jens Spahn è il candidato più giovane, con posizioni più di destra e poche possibilità di vittoria. Allo stato attuale, i candidati più accreditati sono tutti uomini e provengono dalla Renania settentrionale-Vestfalia, il più importante bacino elettorale della CDU. Ma i giochi sono ancora aperti e i conservatori tedeschi che non amano l’incertezza e l’instabilità vivono ore difficili.

 

Immagine: Norbert Röttgen  (3 maggio 2012). Crediti: Tim Reckmann (Originally uploaded by Tim Reckmann) / CC BY-SA 3.0 DE (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/de/deed.en), attraverso Wikimedia Commons

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