25 novembre 2021

In Germania il ‘semaforo’ si è acceso

Olaf Scholz ha presentato a Berlino mercoledì 24 novembre, nel corso di una conferenza stampa, il contratto di coalizione fra socialdemocratici, Verdi e liberali, base programmatica del nuovo governo, che dovrebbe entrare in carica entro l’8 dicembre. La coalizione, detta semaforo per i colori simbolo dei tre partiti che la compongono, ha sottoscritto un documento di 177 pagine dal titolo Osare per un maggiore progresso. Alleanza per la libertà, la giustizia e la sostenibilità che fissa gli ambiziosi obiettivi del nuovo esecutivo. Il leader socialdemocratico ha insistito sulla solidità dell’equilibrio fra i tre partiti, che hanno orizzonti culturali e programmatici diversi fra loro, sottolineando come socialdemocratici, Verdi e liberali «lavoreranno guardandosi negli occhi e apporteranno i loro punti di forza per il benessere del nostro Paese». Tra i punti programmatici condivisi l’eliminazione graduale della produzione di energia tramite il carbone, da raggiungere entro il 2030, il ritorno dopo l’uscita dalla pandemia a una politica di rigore finanziario, l’aumento del salario minimo legale che sarà portato a 12 euro l’ora, l’abbassamento a sedici anni dell’età per votare sia al Bundestag sia alle elezioni europee, una maggiore rapidità sulle procedure di asilo, di ricongiungimento familiare e di rimpatrio.

Finisce così l’era Merkel e la stagione della Grosse Koalition fra CDU-CSU e SPD; questa volta i contraenti saranno tre e Scholz dovrà essere abile a mediare fra istanze diverse. L’alleanza del resto sembra rispecchiare l’esito del voto del 26 settembre che aveva visto prevalere la SPD con il 25,7% delle preferenze, superando l’Unione cristiano-democratica ferma al 24,1%. I Verdi avevano ottenuto il 14,3%, mentre i liberali erano al quarto posto con l’11,5%, davanti all’estrema destra di Alternativa per la Germania (AfD, Alternative für Deutschland), non andata oltre il 10,5%. Con questi numeri, l’ipotesi di una cancelleria guidata dal leader socialdemocratico Scholz con l’appoggio della coalizione semaforo è sembrata fin da subito la più plausibile.

Le trattative sul programma sono durate quasi due mesi e sono sfociate, attraverso il lavoro di commissioni tematiche, nel documento presentato mercoledì: la lista dei ministri invece non è ancora stata ufficialmente resa nota anche se per i posti chiave sembra che ci sia un accordo solido. La cancelleria andrà a Olaf Scholz: in questo modo i socialdemocratici occuperanno tutte le principali cariche del Paese, con Frank-Walter Steinmeier presidente della Repubblica e Bärbel Bas appena eletta presidente del Bundestag. Nel governo entreranno con ogni probabilità i leader dei partiti: al liberale Christian Lindner andrà il ministero delle Finanze, ad Annalena Baerbock il ministero degli Esteri, mentre il suo collega copresidente dei Verdi Robert Habeck avrà la responsabilità del nuovo ministero che unisce Economia e Clima.

Il programma è ambizioso e l’atmosfera nella coalizione sembra molto cordiale: le difficoltà che affronterà nei prossimi mesi il nuovo esecutivo sono comunque molte, dalla ripresa economica alla politica estera, come sempre incentrata sui rapporti, utili ma difficili, con la vicina Russia. Nell’immediato però l’emergenza da affrontare è quella della pandemia: secondo i dati del Robert Koch Institute pubblicati nella mattinata del 25 novembre ci sono state 75.961 nuove infezioni nell'arco delle 24 ore, mentre i decessi legati al Covid-19 dall’inizio della pandemia sono ormai 100.119. La fase di transizione politica ha rallentato le decisioni sulle misure da prendere, ma, secondo alcuni osservatori, a fronte del delinearsi del nuovo quadro politico, Angela Merkel avrebbe sollecitato i partiti che stanno per assumere la guida del Paese ad adottare immediatamente provvedimenti drastici, come un lockdown di alcune settimane. La coalizione sembra però intenzionata a evitare per il momento una scelta così radicale, fortemente invisa a una parte importante dell’opinione pubblica, proprio al suo esordio e nelle settimane che precedono il Natale.

 

Immagine: Olaf Scholz (25 settembre 2020). Crediti: Dirk Vorderstraße [Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)], attraverso www.flickr.com

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