24 febbraio 2022

In Ucraina oggi come in Georgia nel 2008: similitudini di guerra

Era l’8 agosto del 2008 quando l’esercito di Tbilisi entrò nella provincia dell’Ossezia del Sud cercando di procurarsi, con un pesante bombardamento, il controllo della capitale Tskhinvali. A sostegno dei separatisti osseti intervenne la Russia, che dal 1992, anno in cui l’Ossezia si era dichiarata indipendente, schierava al confine le sue truppe, motivandole con non meglio specificate funzioni di peace-keeping.

Alla luce di quanto sta accedendo in queste ore, le similitudini tra il conflitto attuale in Ucraina e ciò che si verificò in occasione della guerra russo-georgiana del 2008 sono molte ed evidenti. Allora le forze di Mosca occuparono in pochi giorni le principali città georgiane, proseguendo l’offensiva anche dopo la richiesta di tregua da parte georgiana il 10 agosto e spingendosi fino a pochi chilometri da Tbilisi. Fu quindi l’Unione Europea (UE) ad avviare un’intensa attività diplomatica che portò, il 12 agosto, ad un cessate il fuoco, e il 15 e 16 agosto alla firma da parte dei presidenti georgiano Mikhail Saakashvili e russo Dmitrij Medvedev di un piano di pace stilato dall’allora presidente di turno dell’UE Sarkozy. L’intesa prevedeva la cessazione immediata delle operazioni militari, il ritorno delle truppe georgiane e russe alle posizioni precedenti lo scoppio del conflitto e l’impegno della Georgia a non usare più la forza nei confronti dell’Ossezia del Sud e dell’Abkhazia, l’altra provincia ribelle.

Le operazioni belliche in quel caso durarono pochi giorni e il loro esito consentì a Mosca di bloccare definitivamente le aspirazioni della Georgia ad entrare nella NATO; un obiettivo molto simile a quello al quale, secondo diversi analisti, Putin ambirebbe oggi e che traspare dalle sue parole quando dice che l’azione militare è finalizzata a «demilitarizzare» l’Ucraina. L’accordo di pace del 2008 non ricompose tuttavia lo stato di tensione tra Russia e Stati Uniti, che avevano appoggiato la Georgia e condannato l’uso sproporzionato della forza da parte di Mosca. La Russia rispose il 22 agosto formalizzando la sospensione della collaborazione militare con l’Alleanza atlantica e riconoscendo formalmente il 26 agosto l’indipendenza di Ossezia del Sud e Abkhazia.

Per tutte queste ragioni la guerra russo-georgiana del 2008 viene considerata come un evento fondamentale nella transizione dall’era della cooperazione postsovietica tra la Russia e l’Occidente verso il clima teso di oggi e, alla luce dell’atteggiamento morbido utilizzato all’epoca dai Paesi occidentali, viene ritenuto da molti come un cedimento che ha consentito successivamente a Mosca di compiere ulteriori atti volti ad ampliare la sua sfera di influenza. Sei anni dopo la guerra russo-georgiana, infatti, la Russia intraprese una nuova campagna militare contro l’Ucraina conclusasi con l’occupazione della Crimea.

 

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Immagine: Carro armato colpito dall’artiglieria durante un’azione militare nel Caucaso, Ossezia del Sud (12 agosto 2008). Crediti: BORISENKOFF / Shutterstock.com

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