24 maggio 2018

Incarico a Giuseppe Conte

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito mercoledì 23 maggio l’incarico di formare il governo al giurista Giuseppe Conte, che ha accettato con riserva.  Il nome di Conte ha il gradimento della Lega e del Movimento 5 stelle, che si candidano ad essere maggioranza di governo e che hanno definito un programma comune nel cosiddetto contratto di governo; lo stesso Conte ha posto questo accordo come base dell’esecutivo che sottoporrà al voto del Parlamento.

Il presidente Mattarella aveva incontrato gli esponenti della costituenda maggioranza nella giornata di lunedì 21 maggio e aveva consultato martedì mattina la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e il presidente della Camera Roberto Fico; pur accogliendo le indicazioni dei partiti, il presidente della Repubblica ha ribadito anche nella prassi le prerogative e le funzioni che la Costituzione gli attribuisce.

Giuseppe Conte è un giurista e un docente universitario; non si è mai candidato, neanche alle elezioni del 4 marzo. Il suo nome faceva parte della lista dei possibili ministri che il Movimento 5 stelle aveva promosso durante la campagna elettorale. Alcune critiche sollevate alla compilazione del suo curriculum che hanno avuto eco sulla stampa, non sono state considerate rilevanti o comunque di impedimento al conferimento dell’incarico. Le forze politiche che lo sostengono definiscono, comunque, politico il suo ruolo e il governo non sarà presentato al voto delle Camere come tecnico.

Si è arrivati a questo passaggio attraverso un lungo e complesso percorso. Del resto, l’innesto tra un nuovo sistema elettorale e le scelte effettive degli italiani, non avevano consegnato al Parlamento una chiara maggioranza di governo. I tre poli principali, centrodestra, Movimento 5 stelle, Partito democratico e i suoi alleati si erano presentati il 4 marzo come alternativi e nessuno aveva raccolto intorno a sé una maggioranza. Quindi, in ogni caso, se non si voleva ricorrere subito al voto, si dovevano cercare maggioranze diverse da quelle che si erano inizialmente proposte agli elettori. Una scelta però legittima nell’attuale quadro istituzionale, in quanto avallata dal presidente della Repubblica e dal libero voto dei deputati eletti.

Il presidente Mattarella ha voluto che tutto il processo si svolgesse nella chiarezza e che venissero esplorate e verificate le diverse opzioni. In questa direzione, ha affidato un mandato esplorativo alla presidente del Senato Casellati per verificare l’esistenza di una maggioranza che comprendesse centrodestra e Movimento 5 stelle. Dopo che questa strada si era rilevata impraticabile, un analogo incarico era stato assegnato al presidente della Camera Fico, per verificare se esistessero possibilità per un governo appoggiato da Movimento 5 stelle e Partito democratico.

Considerando che questi tentativi non erano stati coronati da successo, il presidente ha sottoposto ai partiti anche l’ipotesi di un governo neutrale, che avesse l’appoggio di tutti per compiere alcuni passaggi necessari e poi cedere il passo a un governo politico. In alternativa a questa ipotesi, rimanevano in campo la possibilità di creare subito un governo politico oppure quella del voto immediato. Movimento 5 stelle e Lega hanno chiesto un tempo breve per verificare la possibilità di fare un governo insieme, superando veti e divergenze. Sergio Mattarella ha acconsentito a concedere il tempo necessario a questa ulteriore verifica, ribadendo però le sue prerogative in termini di scelta del capo del governo e di selezione dei ministri.

Il confronto tra le due parti ha portato a un accordo di programma, che comprende misure in materia fiscale, nel campo delle politiche dell’immigrazione, della sicurezza, delle relazioni internazionali. Tra le proposte, l’istituzione di un sussidio di disoccupazione (reddito di cittadinanza) di 780 euro a persona, pensione minima di cittadinanza, la riduzione delle tasse con due aliquote IRPEF al 15% e al 20%, espulsione degli immigrati clandestini e nuove norme sull’accesso, certezza della pena e provvedimenti di contrasto all’illegalità. Su questa base il presidente incaricato Giuseppe Conte lavorerà alla stesura definitiva del programma e alla formazione della squadra di governo.

 

Crediti immagine: ANSA/EPA


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