10 settembre 2018

L’Argentina all’ombra della crisi

L’Argentina chiede il concreto e immediato aiuto dell’FMI (Fondo Monetario Internazionale) per superare la grande crisi in cui è precipitato il Paese: in gioco c’è la possibilità di accelerare i tempi per il piano di salvataggio da 50 miliardi di dollari, già deciso a giugno, per evitare che la situazione precipiti. Il peso argentino è in grande difficoltà e ha perso il 15% nella sola giornata del 30 agosto, costringendo la Banca centrale ad incrementare ulteriormente il costo del denaro che ha raggiunto così il livello record del 60%.

Dopo l’incontro di martedì 4 settembre a Washington tra la direttrice generale del FMI Christine Lagarde e il ministro delle Finanze argentino Nicolás Dujovne, si respira a Buenos Aires un’atmosfera di cauto ottimismo, in attesa di una decisione del board dell’istituzione finanziaria, che dovrebbe arrivare entro poche settimane.

Nello stesso giorno in cui veniva esplicitata la richiesta di abbreviare i tempi per l’erogazione del prestito, il presidente argentino Mauricio Macri ha annunciato in un discorso televisivo drastiche misure di austerità, nel tentativo di affrontare la crescente emergenza creata dalla crisi valutaria. I provvedimenti introducono nuove tasse sulle esportazioni e importanti tagli alle spese del governo. Prodotti come la farina di soia, il mais, il frumento di cui l’Argentina è uno dei maggiori esportatori a livello mondiale saranno tassati dal 1° gennaio 2019 con 4 pesos per ogni dollaro per le materie prime e 3 pesos per ogni dollaro per i prodotti trasformati. Saranno aboliti metà dei ministeri, attraverso un accorpamento delle competenze, che comporterà comunque una forte riduzione del personale. Il presidente Macri ha fatto anche autocritica su alcune scelte dei primi anni del suo mandato, che hanno sottovalutato l’azione di contrasto all’inflazione.

Il prestito all’Argentina è il più grande che il FMI abbia mai erogato nella sua storia; nonostante le grandi difficoltà, nella sua opera di risanamento dell’economia Macri gode dell’appoggio degli Stati Uniti e del presidente Trump, con il quale ha diverse affinità, ideologiche e biografiche. Soprattutto l’attuale corso interrompe la difficile stagione di relazioni dell’era Kirchner e rappresenta un tassello della rinnovata strategia degli Stati Uniti in America Latina. L’incertezza economica impedisce all’Argentina di esercitare un rilevante peso geopolitico, ma è complessivamente l’intera America Latina che sta attraversando un momento di grande incertezza: la crisi finanziaria in Argentina, l’esplosiva questione venezuelana, la crisi delle istituzioni politiche in Brasile innescata dalle dimissioni di Dilma Rousseff e dall’arresto di Lula e precipitata con il ferimento del candidato alle presidenziali Jair Bolsonaro. Un intero continente che in questo momento sembra avere difficoltà a interpretare nello scenario globale il ruolo che gli compete.

 

Crediti immagine: da The White House from Washington, DC (Foreign Leader Visits) [Public domain], attraverso Wikimedia Commons


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