12 marzo 2020

L’ora della prudenza. Restiamo in casa.

Dimostriamo di essere una grande comunità

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ha comunicato ieri sera, 11 marzo, provvedimenti ancora più stringenti per affrontare la diffusione del Coronavirus. «Saranno chiusi tutti i negozi tranne quelli per i beni di prima necessità, come farmacie e alimentari. Resta consentita la consegna a domicilio». Chiusi bar, pub, ristoranti (per tutto il giorno e non solo dopo le 18). Chiudono parrucchieri, centri estetici e servizi di mensa. Mentre saranno aperte edicole e tabacchi, e lavoreranno idraulici, meccanici e benzinai. Le industrie resteranno aperte ma con «misure di sicurezza»; fermi i comparti aziendali «non indispensabili» per la produzione. Si incentivano anche l’utilizzo del lavoro agile e le ferie anticipate. «Saranno garantiti ‒ spiega Conte ‒ i trasporti, le attività agricole, i servizi bancari, assicurativi e postali». Il premier annuncia anche la nomina di un commissario per le terapie intensive con «ampi poteri»: Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia e presidente di Treccani Reti.

 

         

Le dichiarazioni del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sulle nuove misure adottate con Dpcm 11/03/2020 per contrastare e contenere il diffondersi del virus Covid-19 valide sull’intero territorio nazionale, Palazzo Chigi (11 marzo 2020) - http://www.governo.it/it/articolo/cor... [Licenza Attribuzione di Creative Commons (riutilizzo consentito])

Si arriva a questi provvedimenti di emergenza dopo che si sono contati oltre 2.000 nuovi contagi e quasi 200 decessi nella sola giornata di ieri. Sono, questi, gli avvenimenti che descrivono la situazione difficile che il nostro Paese sta attraversando.

Anche il resto del mondo si sta scoprendo vulnerabile. E nel giorno in cui l’OMS riconosce che ormai quella da Covid-19 è pandemia, vediamo i casi di contagio crescere rapidamente in Italia e in tutta Europa.

Persino un sistema sanitario d’eccellenza come quello che per fortuna abbiamo nel nostro Paese è in alcune aree in grande difficoltà nell’affrontare una situazione così grave. Il bollettino diffuso ieri dalla Protezione civile ci diceva di 1.028 persone ricoverate in terapia intensiva, 560 nella sola Lombardia. Ma l’eroismo dei medici e di tutto il personale sanitario oggi in prima linea nel combattere il virus non è sufficiente. Occorre l’impego di ciascuno.

È ormai chiaro che l’esigenza di tutelare la salute di tutti, e soprattutto delle fasce più vulnerabili della popolazione, è diventata prioritaria, e ad essa va ispirato ogni nostro comportamento e vanno sacrificate temporaneamente alcune delle nostre abitudini. Il rispetto delle indicazioni del governo nazionale e di quelli regionali, dell’invito a stare a casa, ad evitare gli spostamenti e gli assembramenti, l’attenersi rigidamente alle prescrizioni contenute nei decreti approvati dal governo lo scorso 9 marzo deve oggi guidare ogni nostra azione e decisione. È, questa, l’ora della prudenza.

 

Il testo del DPCM 11 marzo 2020 è disponibile qui

 

Il modulo di autocertificazione per gli spostamenti è disponibile qui

                      

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Immagine: Impatto del Coronavirus, tavoli vuoti di ristorante e caffetteria, Torino (marzo 2020). Crediti: MikeDotta / Shutterstock.com

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