29 luglio 2020

La Germania contraria all’invito della Russia al G7

Il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas ha confermato l’opposizione della Germania al progetto di Donald Trump di allargare il G7, coinvolgendo la Russia, l’India, l’Australia e la Corea del Sud. Trump aveva definito la composizione attuale del G7 «un gruppo obsoleto di Paesi». È proprio la questione della Russia a dividere: in gioco c’è naturalmente l’irrisolta questione dell’Ucraina, che fu all’origine dell’esclusione della Russia dai vertici. Nonostante la recente telefonata fra Putin e Zelenskij, che testimonia come il dialogo e la trattativa fra le parti non siano interrotti, una soluzione condivisa e definitiva del contenzioso è ancora lontana. Dietro il veto di Angela Merkel e del ministro degli Esteri Heiko Maas c’è però il nodo dei rapporti fra Germania e Stati Uniti, che stanno da tempo attraversando un momento critico, in parallelo alla maggiore autonomia dimostrata dall’Unione Europea verso gli USA. La relazione con la Russia è una cartina al tornasole di queste fratture: Angela Merkel ha impostato il suo rapporto con il potente vicino su una grande disponibilità alla cooperazione economica accompagnata da una posizione intransigente da un punto di vista politico, rispetto alle violazioni da parte della Russia del diritto internazionale. All’opposto, Donald Trump cerca di recuperare il rapporto con il gigante russo in funzione anticinese, mentre si è espresso in maniera molto negativa sulla questione della dipendenza energetica della Germania e dell’Europa dalla Russia, che potrebbe essere favorita dal gasdotto Nord Stream 2. Il veto tedesco rischia di essere permanente, in quanto Mosca considera l’acquisizione della Crimea un processo irreversibile e utilizza la questione del Donbass anche per condizionare Kiev e impedire un’adesione dell’Ucraina alla NATO. D’altra parte, la questione della sicurezza del confine occidentale è una delle costanti della politica russa dopo la Seconda guerra mondiale.

Le divergenze tra Berlino e Washington non riguardano però soltanto la Russia. In generale, la Germania sta cercando di ritagliarsi e di ritagliare all’Unione Europea un ruolo non subalterno agli Stati Uniti nello scenario globale. Allargare il G7 all’India, all’Australia e alla Corea del Sud potrebbe ad esempio apparire un tentativo di accerchiare Pechino e di costruire un fronte anticinese, normalizzando le relazioni con Mosca; Berlino rifiuta questa impostazione per considerazioni geopolitiche e di sicurezza ma anche perché la Cina è un importantissimo partner commerciale a cui i tedeschi non vogliono assolutamente rinunciare. Alcuni osservatori attribuiscono in parte i contrasti fra Germania e USA all’aggressiva impostazione di Trump; i dissensi però hanno una potente base materiale ed è probabile che sussistano anche dopo l’eventuale uscita di scena degli attuali leader.  

 

Immagine:  Vladimir Putin e Angela Merkel,  Buenos Aires (1 dicembre 2018). Crediti: President of Russia (http://en.kremlin.ru/events/president/news/59283/photos/56883). Creative Commons Attribution 4.0 International

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