23 ottobre 2020

La NATO lancia la sfida dello spazio

La NATO si doterà di un comando dedicato al controllo dello spazio presso la base militare di Ramstein, in Germania, nel territorio della Renania-Palatinato. La decisione scaturisce dalla necessità di proteggere le infrastrutture orbitanti, decisive ormai per ogni attività militare, e dalle preoccupazioni che derivano dalle armi antisatellite messe in campo dalla Russia e dalla Cina. Dai satelliti dipendono ormai l’economia, le comunicazioni, la sicurezza e gli Stati Uniti temono attacchi distruttivi. Il segretario generale dell’Alleanza atlantica Jens Stoltenberg ha sottolineato l’importanza di questo nuovo fronte: «I sistemi satellitari mantengono il nostro mondo in funzione […]. Dobbiamo aumentare la nostra consapevolezza delle sfide nello spazio e la nostra capacità di affrontarle». La decisione relativa all’apertura a Ramstein del Centro Spazio, da cui scaturirà la nuova struttura di comando, è stata ratificata giovedì 22 ottobre nel corso dell’incontro in videoconferenza dei trenta ministri della Difesa della NATO, presieduto dallo stesso Stoltenberg. Il Centro Spazio supporterà le operazioni della NATO con comunicazioni e immagini satellitari; sarà inoltre istituito un centro studi per sviluppare le attività dell’Alleanza nello spazio, che avrà sede a Tolosa, in Francia oppure confluirà nel Joint air power competence centre (JAPCC) già attivo a Kalkar, nella Renania settentrionale-Vestfalia. Queste decisioni non rappresentano una svolta ma piuttosto la volontà di proseguire nella strada intrapresa da tempo e ratificata nel dicembre 2019 a Londra nel corso del vertice tra capi di Stato e di governo che ha concluso la celebrazione dei settanta anni dell’Alleanza. In quell’occasione, la NATO ha definito lo spazio un campo operativo autonomo, insieme a terra, acqua e aria. Adesso arriva il passo successivo, con la costituzione del Centro Spazio a Ramstein. Una notizia significativa per il rilancio dell’Alleanza, che nel corso dello stesso vertice ha annunciato che dieci Paesi membri hanno superato (seguendo le raccomandazioni degli Stati Uniti) la soglia del 2% nel rapporto fra spesa militare e PIL. La collocazione di questa risorsa strategica proprio in Germania, un Paese i cui rapporti con gli Stati Uniti sono stati negli ultimi tempi piuttosto problematici, ha inoltre un forte valore simbolico.

 

Immagine: Jens Stoltenberg (5 febbraio 2015). Crediti: NATO North Atlantic Treaty Organization [Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic (CC BY-NC-ND 2.0)], attraverso www.flickr.com

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