15 gennaio 2018

La Repubblica Ceca al ballottaggio

Nella Repubblica Ceca le elezioni presidenziali che si sono svolte il 12 e 13 gennaio non hanno prodotto un risultato definitivo e sarà necessario ricorrere al ballottaggio, il 26 e 27 gennaio prossimi, perché le urne possano consegnare un vincitore. Il presidente uscente Miloš Zeman ha ottenuto al primo turno di votazioni il 38,6% delle preferenze, decisamente molte di più di quelle raccolte dal suo più diretto avversario Jiří Drahoš, che si è fermato al 26,6%, ma non abbastanza per chiudere la partita; altri candidati, Pavel Fischer, ex ambasciatore ceco in Francia, Michal Horáček, Marek Hilšer e l’ex primo ministro Mirek Topolánek, si sono fermati a percentuali molto inferiori (al 10% il primo, al 9% il secondo e il terzo, al 4% l’ultimo). Il risultato ha confermato le previsioni che vedevano Zeman favorito e che davano per probabile la necessità di ricorrere a un secondo turno, mentre che cosa avverrà al ballottaggio non è così scontato. A confrontarsi sono personaggi e progetti politici decisamente contrapposti. Zeman, filorusso, è noto per le sue posizioni populiste, anti-immigrazione e anti-Islam e si è dichiarato favorevole a un referendum sulla permanenza della Repubblica Ceca in Europa e nella NATO; è anche un sostenitore del premier Andrej Babis, l’imprenditore miliardario, indagato per frode fiscale, leader del movimento populista dell’Alleanza dei cittadini scontenti (in ceco Ano) che ha vinto le elezioni a ottobre 2017, e che non è ancora riuscito a ottenere la fiducia della Camera per il suo governo.

Drahoš è un volto nuovo, un rispettabile scienziato, professore di chimica, ex presidente dell’Accademia delle Scienze; è un moderato, filoeuropeista ma senza esagerare; teme una posizione troppo incombente della Russia e ha dichiarato che non appoggerà mai Babis, cui rinfaccia la disinvoltura nell’utilizzo dei fondi europei a proprio favore.

A risultare decisivo sarà il voto di coloro che al primo turno non hanno optato né per Zeman né per il suo diretto avversario, e a quanto sembra i candidati sconfitti sembrano voler dirottare il loro appoggio su Drahoš, mantenendo così la partita aperta fino alla fine.


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