11 aprile 2020

La coalizione a guida saudita dichiara una tregua unilaterale in Yemen

 

L’Arabia Saudita e le forze della coalizione impegnata nella guerra civile in Yemen contro l’insorgenza dei ribelli sciti Houthi hanno annunciato l’inizio di una tregua unilaterale della durata di due settimane, a partire dalle 12,00 ora locale di giovedì 9 aprile. La reazione da parte dei ribelli per ora è stata negativa, non accetteranno tregue fino a che il territorio da loro controllato sarà sotto assedio. Gli Houthi però in qualche modo rilanciano proponendo l’avvio di trattative per una pace duratura; inoltre dalle loro dichiarazioni sembra realistico aspettarsi che si instauri una tregua delle operazioni volte ad attaccare il territorio dell’Arabia Saudita, mentre non cesserebbero i combattimenti all’interno dello Yemen. Da un punto di vista operativo, si è registrata nella giornata di giovedì 9 un’effettiva pausa degli scontri armati.

La tregua era stata sollecita dall’ONU, anche in considerazione della difficile situazione sanitaria dello Yemen, dove le condizioni già compromesse in cui si trova la popolazione potrebbero risentire in maniera drammatica di un’eventuale diffusione dell’epidemia. A partire dall’appello del 24 marzo del segretario generale dell’ONU Antonio Guterres per una tregua globale, per consentire a tutti i paesi del mondo di affrontare l’emergenza sanitaria, Martin Griffiths inviato dell’ONU per lo Yemen, aveva chiesto alle parti in conflitto una sospensione delle attività belliche, per contenere il diffondersi del Covid-19 nell’area e in generale per affrontare l’emergenza umanitaria del paese, logorato da anni di guerra. Griffiths aveva anche sollecitato una ripresa delle trattative tra ribelli, governo riconosciuto internazionalmente e coalizione araba.

Secondo molti osservatori l’iniziativa dell’Arabia Saudita è motivata anche dalla volontà di trovare una via di uscita dal conflitto, che prosegue da anni senza che una delle parti riesca a prevalere, generando una situazione umanitaria gravissima per i civili. L’epidemia inoltre sta diffondendosi in Arabia Saudita, dove sono stati registrati finora 3287 casi e 44 decessi; si teme un’espansione ulteriore. Inoltre anche numerosi esponenti della famiglia reale sarebbero stati colpiti, tra cui principe Faisal bin Bandar bin Abdulaziz Al Saud, governatore della regione di Riad. Anche gli Emirati Arabi Uniti stanno subendo il contagio, con 2990 casi accertati e 14 morti.

Ufficialmente nello Yemen è stato riscontrato un solo caso; alcuni osservatori dubitano però della capacità delle autorità sanitarie di monitorare il contagio, nella situazione attuale. In ogni caso, preoccupazioni sono diffuse per la situazione complessiva del paese. Leautorità yemenite hanno disposto comunque misure di prevenzione, come la chiusura delle scuole e delle università e controlli sulla mobilità. Una tregua effettiva potrebbe facilitare il monitoraggio e soprattutto le operazioni di prevenzione e di cura.

 

Immagine: Sana'a, Yemen. Crediti immagine: Rod Waddington from Kergunyah, Australia / CC BY-SA (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0)

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