4 agosto 2021

La quarta ondata di Covid in Israele, un test per il nuovo premier

 

In Israele la quarta ondata di infezioni da Covid-19 è ormai realtà. Il numero dei contagiati continua a salire, mentre il governo ha iniziato a somministrare la terza dose di vaccino agli immunodepressi e agli over 60 che hanno ricevuto la seconda dose da almeno cinque mesi. La crescita dei contagi è una cattiva notizia per Israele sotto il profilo sanitario, ma è anche un primo test per il premier Naftali Bennett, a capo di una coalizione particolarmente eterogenea e non sempre compatta.

 

Il leader di Yamina aveva speso buona parte della sua campagna elettorale criticando l’allora primo ministro Benjamin Netanyahu e accusandolo di non essere stato in grado di gestire correttamente né la pandemia né la crisi economica che ne è derivata. Adesso le stesse accuse sono rivolte dai media e da parte della popolazione contro Bennett stesso, incapace di intervenire prontamente per limitare la diffusione del virus nel Paese. Il nuovo premier, quando era ancora all’opposizione, era anche arrivato a scrivere un opuscolo sugli errori commessi da Netanyahu nel contrastare il Covid-19, riuscendo persino a riscuotere un discreto successo tra un elettorato provato dal lockdown e dai problemi economici. Eppure sotto la premiership di Bennett si sta comunque assistendo ad un aumento dei contagi e ad un ripetersi degli errori del passato, mentre cresce il malcontento tra una popolazione che sperava in un ritorno alla normalità.

 

A rendere ancora più complicata la situazione sta inoltre contribuendo il braccio di ferro tra la ministra dell’Istruzione, Yifat Shasha-Biton, e la dottoressa Sharon Alroy-Preis, a capo della Commissione istituita per far fronte alla pandemia. La prima continua infatti ad opporsi alla somministrazione di vaccini ai ragazzi dai 12 anni in su, definendola una decisione “criminale”, e ha più volte usato i media per attaccare Sharon Alroy-Preis, da lei ritenuta eccessivamente allarmista. L’intervento di Bennett per riportare Shasha-Biton all’ordine si è tra l’altro rivelato fallimentare, mettendo in evidenza le difficoltà del primo ministro nel tenere unita la coalizione da lui presieduta in un momento così delicato. Di questa debolezza sta approfittando l’opposizione, che ha accusato Bennett di star condannando a morte i cittadini di Israele a causa della sua incapacità di gestione di questa nuova emergenza.

 

Ma ad aver causato il maggior danno di immagine a Bennett è stato ancora una volta il leader del Likud e capo dell’opposizione. Netanyahu, secondo quanto riportato dalla stampa locale, nei giorni scorsi ha sentito telefonicamente il CEO dell’azienda Pfizer per assicurarsi che il Paese riceva presto nuove dosi di vaccino. Il tutto senza alcun coordinamento con il primo ministro in carica, a cui spetterebbe il compito di trattare con la compagnia farmaceutica e di prendere decisioni su come affrontare la pandemia. Ma per Netanyahu non c’è tempo da perdere: l’unico modo per affrontare l’aumento dei contagi, a suo parere, è inoculare presto una terza dose di vaccino alla popolazione adulta, evitando così morti e nuove restrizioni alla libertà di movimento. Ma la mossa di Netanyahu non ha irritato solo il governo in carica ed il suo leader. Diversi esperti del settore sanitario hanno criticato la campagna mediatica che l’ex premier sta portando avanti, accusandolo di usare la pandemia per minare la stabilità dell’esecutivo e guadagnare consensi a scapito della salute dei cittadini israeliani.

 

Totalmente assente dal dibattito pubblico è invece il ministro degli Esteri Yair Lapid, impegnato in un tour diplomatico in Europa e ben poco interessato ad accorrere in difesa del suo alleato. La mossa del leader di Yesh Atid è sicuramente lungimirante: tra due anni il posto di primo ministro spetterà a lui sulla base di un accordo di rotazione delle cariche, per cui è nel suo interesse dissociarsi dalle politiche portate avanti da Bennett. La priorità per Lapid è conservare il proprio capitale politico ed usare i due anni al ministero degli Esteri per rafforzare l’indice di gradimento, già più alto rispetto a quello di Bennett, arrivato solo quinto alle ultime elezioni politiche.

 

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Immagine: Persone che indossano la mascherina nella stazione ferroviaria di Jaffa Street, Gerusalemme (2 agosto 2020). Crediti: Alex Eidelman / Shutterstock.com

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