23 luglio 2018

La sanzione contro Google riaccende le tensioni USA-UE

Su iniziativa della commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager, l’Unione Europea ha condannato il 18 luglio Google a pagare 4,34 miliardi di euro per aver abusato della posizione dominante del suo sistema operativo Android. Si tratta della sanzione più elevata nella storia delle istituzioni europee.

L’Unione Europea accusa il colosso americano di essersi servito di Android come ‘grimaldello’ per imporre i suoi motori di ricerca sui dispositivi mobili, monopolizzando in questo modo gli introiti delle pubblicità. In primo luogo, ha imposto ai produttori di preinstallare Google Search e Chrome come condizione per ottenere la licenza di Play Store. Inoltre, ha pagato alcuni produttori e operatori di reti mobili affinché preinstallassero a titolo esclusivo l’applicazione Google Search sui loro dispositivi; infine ha impedito ai produttori che desideravano preinstallare le applicazioni Google di vendere dispositivi con versioni alternative di Android non approvate da Google.

Bruxelles ha concesso novanta giorni di tempo per mettere fine alle pratiche anticoncorrenziali che duravano, secondo l’inchiesta europea che ha preceduto la multa, dal 2011. L’ammontare della sanzione è enorme, ma va valutato in proporzione alle dimensioni e ai profitti di un’azienda come Google, che nel 2017 ha realizzato 12 miliardi di dollari di profitti, con un fatturato di 110,9 miliardi.

L’azienda si difende sostenendo che i consumatori sono stati tutelati anche dalle regole di compatibilità di Android, che comunque non eliminano la concorrenza. In qualche modo suggerisce che potrebbe essere la decisione dell’Unione a danneggiare gli utenti inviando un segnale «a favore dei sistemi proprietari rispetto alle piattaforme aperte». Naturalmente, ci saranno ricorsi e forse sconti, ma il contenzioso assume anche un carattere politico.

La vicenda di Google si inserisce nello scontro in corso sul commercio tra Stati Uniti ed Europa; il presidente Trump che aveva, dopo la sua visita nel Regno Unito, un po’ arditamente indicato gli europei come nemici, ha protestato fortemente contro la multa postando uno di suoi celebrati e un po’ temuti tweet: «Ve l’avevo detto. L’Unione Europea ha appena dato una multa da 5 miliardi di dollari a una delle nostre più grandi aziende, Google. Hanno davvero approfittato degli Stati Uniti, ma non durerà a lungo». I rischi di un inasprimento dello scontro commerciale sono evidenti; nei prossimi giorni il presidente della Commissione europeaJean-Claude Juncker si recherà a Washington per incontrare Trump e tentare di distendere le relazioni diplomatiche, convincendo il presidente che gli europei, se non sono amici, sono almeno alleati e non nemici.

 

Crediti immagine: da Stock Catalog. Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)

 


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