5 agosto 2020

Libano, violenta esplosione a Beirut

Sono ancora incerte le cause dell’esplosione che nel pomeriggio di ieri, 4 agosto ha devastato Beirut, la capitale del Libano, causando, secondo il ministro della Salute Hamad Hassan, la morte di oltre 100 persone e il ferimento di almeno altre 4.000, tra cui ci sarebbe anche un militare italiano, il caporal maggiore Roberto Caldarulo, del battaglione Gestione transiti (RSOM, Reception Staging Onward Movement) di Bari, un’unità del contingente italiano in Libano. La deflagrazione, preceduta secondo alcune ipotesi da un incendio o da un primo scoppio, forse in un deposito di fuochi d’artificio, si è verificata nella zona del porto, e con la sua onda d’urto ha provocato il collasso di numerosi edifici presenti nelle vicinanze. Ad esplodere, secondo le parole del ministro dell’Interno sarebbero stati materiali «altamente esplosivi» conservati in un deposito nell’area. Oltre “2.750 tonnellate di nitrato di ammonio sequestrate diversi anni fa da una nave”, avrebbe confessato, secondo alcune fonti internazionali, il presidente Michel Aoun: un’ipotesi che sembrerebbe confermata dal perdurare, anche dopo molto tempo dallo scoppio, di una altissima colonna di denso fumo rosso-arancione, un effetto solitamente causato dalle esplosioni di nitrati.

Il contesto in cui si inserisce quello che al momento sembra essere l’esito di un tragico incidente è caratterizzato da una profonda crisi economica e finanziaria all’interno del Paese e da gravi tensioni internazionali soprattutto tra Israele e il gruppo sciita Hezbollah, tanto che immediatamente dopo l’esplosione le autorità israeliane si sono affrettate a dichiarare la loro assoluta estraneità rispetto a quanto accaduto nella capitale libanese.

Immediata è scattata anche la rete della solidarietà internazionale. Numerose le offerte di aiuto provenienti da diversi Paesi e dall’Italia che, secondo le parole del premier italiano Giuseppe Conte, «farà tutto quel che le è possibile per sostenere» il popolo libanese.

 

Immagine: La densa colonna di fumo e fiamme provocata dall’esplosione in un video amatoriale, Beirut, Libano (4 agosto 2020)

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