13 luglio 2022

Lula-Alckmin: un programma per il Brasile

Trentatré pagine, centoventuno punti, quattro assi tematici: sono le “Direttrici per il programma di ricostruzione e trasformazione del Brasile: 2023-2026” di Lula e di Alckmin elaborate dai partiti membri della coalizione progressista Vamos Juntos pelo Brasil (PT, PSB, PCdoB, Partido Verde, PSOL, Rede, Solidariedade), coordinati dalla Fondazione Perseu Abramo (la Fondazione del PT) sotto la supervisione di Aloizio Mercadante, il suo Presidente, figura storica del PT ed ex ministro. Sono un punto di partenza per un ampio dibattito nazionale per la costruzione collettiva del programma definitivo di governo: saranno infatti sottoposti a emendamenti da parte della collettività prima di trovare la loro versione definitiva, con l’obiettivo di una ampia mobilitazione e partecipazione sociale. Negli undici punti del primo asse tematico (Andiamo uniti per il Brasile. Impegni per la ricostruzione del Paese) troviamo un po’ la sintesi dell’intero programma di trasformazione del Paese.

Chiari gli obiettivi: ora più che mai il Brasile ha bisogno di riscattare la speranza nella ricostruzione e nella trasformazione di un Paese devastato da un processo di distruzione che lo ha condotto di nuovo alla fame, alla disoccupazione, all’inflazione, all’indebitamento; un processo di distruzione che ha messo in scacco la democrazia e la sovranità nazionale, che ha distrutto l’investimento pubblico e delle imprese, e che ha dilapidato il patrimonio naturale, approfondendo le disuguaglianze e condannando il Paese all’isolamento internazionale. La società brasiliana ha bisogno di tornare a credere nella sua capacità di mutare il corso della Storia per superare una profonda crisi sociale, umanitaria, politica ed economica aggravata da un governo negazionista. Il settore pubblico deve essere il grande stimolatore degli accordi e delle partnerships multisettoriali necessari per la ricostruzione del Brasile. La politica economica vigente è, secondo gli autori del programma, la principale responsabile della decomposizione delle condizioni di vita della popolazione, della instabilità e del balzo indietro nella produzione e nel consumo. La disoccupazione e il sottoutilizzo della forza di lavoro sono estremamente elevati dal momento che la precarizzazione avanza a marce forzate. Settori strategici del patrimonio pubblico sono privatizzati e denazionalizzati, banche pubbliche e imprese di investimento per lo sviluppo sono distrutte, in un momento in cui il quadro delle infrastrutture è desolante. Le politiche sociali, conquiste civilizzatrici di più di una generazione, vengono mutilate.

Di fronte a questa situazione, il primo e più urgente impegno che si deve assumere è con la restaurazione delle condizioni di vita della grande maggioranza dei brasiliani - di quelli che più soffrono a causa della crisi, della fame, dell’alto costo della vita, di quelli che hanno perso il lavoro. Sono questi i brasiliani che si devono soccorrere, tanto per mezzo di azioni emergenziali quanto per mezzo di politiche strutturali. E come primo impegno, una volta al governo, c’è la difesa dell’uguaglianza, della democrazia, della sovranità e della pace con rispetto dei risultati delle urne, con la qualificazione della rappresentanza politica, con l’ampliamento della rappresentanza e della partecipazione popolare e del reinserimento del Brasile come protagonista globale per la democrazia, per la pace, per lo sviluppo e per l’autodeterminazione dei popoli.

Nel programma i partiti della coalizione assumono l’impegno della giustizia sociale e della inclusione dei diritti, lavoro, impiego, reddito e sicurezza alimentare per combattere la fame, la povertà, la disoccupazione, la precarizzazione del lavoro, la disuguaglianza e la concentrazione della ricchezza. Ancora, assumono l’impegno di proteggere i diritti umani, la cultura, il riconoscimento delle diversità affinché le persone siano protette da ogni forma di violenza, oppressione, disuguaglianza, discriminazione e affinché sia garantito il diritto alla vita, alla libertà, alla memoria e alla verità. Altri impegni fondamentali sono quelli della sostenibilità sociale, ambientale, economica e del contrasto al cambiamento climatico. Questo comporta l’aver cura della ricchezza naturale del Brasile, produrre e consumare in forma sostenibile e mutare il sistema di produzione e di consumo di energia, partecipando dello sforzo mondiale per combattere la crisi climatica.

Il Brasile della speranza, così come viene chiamato questo grande progetto, esige impegno con il popolo brasiliano, che è la maggior ricchezza, secondo i partiti della coalizione, per la creazione di uno stato sociale. Viene riconosciuto che il Brasile è composto da milioni di cittadini creativi, che costituiscono una società plurale. Viene riconosciuta l’esistenza di un contesto accademico ricco, di un parco produttivo ampio e di ricchezza di biodiversità in un paese di dimensioni continentali. Viene riconosciuto che il Brasile ha una posizione e un peso strategico nella geopolitica e nella geoeconomia mondiali. Viene riconosciuto che, nonostante le disastrose politiche ambientale ed estera dell’attuale governo Bolsonaro, non sarà difficile recuperare le credenziali internazionali, che sono frutto storico di cooperazione multilaterale in difesa dell’autodeterminazione dei popoli e del non intervento in nazioni sovrane. Insieme, conclude questa importante parte, si può fare un grande Paese, socialmente giusto, sovrano, democratico e sviluppato in forma sostenibile per questa generazione e per quelle che verranno. Seguono gli altri tre assi programmatici: Sviluppo sociale e garanzia di diritti; Sviluppo economico e sostenibilità socio ambientale e climatica; e, infine, Difesa della democrazia e ricostruzione dello Stato e della sovranità.

Pur in estrema sintesi, abbiamo evidenziato i principali punti programmatici del tandem Lula-Alckmin: come detto, saranno sottoposti al vaglio della cittadinanza e delle forze sociali per arrivare a un programma di governo condiviso e dettagliato. È evidente però già da adesso la volontà politica della coalizione di marcare la differenza con il Governo Bolsonaro che tanti passi indietro ha fatto compiere al Brasile. Non sarà facile: ci sarà bisogno di tutta la sapienza e di tutta l’esperienza di Lula per recuperare i programmi sociali smantellati da Bolsonaro e per innovare con nuovi strumenti sociali e politici. Ai brasiliani il compito di scegliere tra la continuità e l’innovazione con giudizio. Il Brasile ha bisogno di tornare a essere un punto di riferimento per l’America latina e per il mondo: con questo programma, pur con le variazioni che ci saranno inevitabilmente, Lula e Alckmin si candidano a questo ruolo. Dopo il Cile, la Colombia e più di tre quarti dei Paesi dell’America latina governati da forze progressiste, chissà che il gigante latinoamericano non vada a ingrossare le file di questa nuova onda. I sondaggi sembrerebbero dare spazio a questa ipotesi. Vedremo: ottobre non è poi così lontano e Lula sembra ringiovanire a ogni impegno elettorale in agenda. Da mesi gira il Brasile in lungo e in largo. La sfida è epocale: da una parte il populismo peggiore della destra brasiliana, dall’altra i valori di democrazia, diritti umani, sviluppo sostenibile e progresso per tutti. Ora più che mai è il momento di trasformare il Paese e di dare una speranza al Brasile.

 

Immagine: Lula da Silva (29 gennaio 2022). Crediti: BW Press / Shutterstock.com

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