16 ottobre 2020

Nuove misure di contrasto alla pandemia in Europa

Hans Kluge, direttore dell’ufficio europeo dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), ha definito la situazione della pandemia nel continente molto preoccupante, sia per il numero di nuovi contagi sia per il forte incremento dei decessi. I dati mandano un segnale preciso: in una settimana sono stati registrati 700.000 nuovi positivi ed è stata superata la soglia dei mille decessi in un solo giorno, con il risultato che il Covid-19 è diventato la quinta causa di morte in assoluto. Rispetto alla situazione della primavera, il numero dei casi accertati è difficilmente confrontabile perché i controlli sono adesso molto più diffusi; il più basso indice di mortalità non deve essere attribuito a una mutazione del virus ma alla maggiore capacità di individuare gli asintomatici che probabilmente sfuggivano ai controlli in modo massiccio sei mesi fa e alla diffusione del virus, che oggi colpisce fasce della popolazione più giovani e più resistenti. Esistono comunque delle differenze fra Paese e Paese: le situazioni attualmente più allarmanti sono in Spagna (202 contagiati ogni 10.000 abitanti), Francia (117 contagiati ogni 10.000), Regno Unito (100), Montenegro (232), Moldavia (181), Belgio (160), Repubblica Ceca (132), Islanda (113). La Francia ha registrato il 15 ottobre 30.621 nuovi casi, il Regno Unito 18.978, la Spagna 13.318. Fra i Paesi più popolosi rimane ancora sensibilmente migliore la situazione della Germania (6.638) e dell’Italia (8.803), anche se i dati sono in crescita.

Finora nessun Paese europeo ha deciso di attuare un lockdown totale come quelli sperimentati in primavera, ma si stanno promuovendo in queste settimane azioni più drastiche quasi ovunque. In Francia Emmanuel Macron ha annunciato nuove misure cautelari: quella che ha fatto più discutere è il coprifuoco dalle 21 alle 6 a Parigi e in altre nove importanti città. Il provvedimento entrerà in vigore sabato 17 e durerà sei settimane con locali chiusi e circolazione limitata ai casi di effettiva necessità. Nel Regno Unito Boris Johnson ha annunciato misure differenziate a seconda della diffusione dei contagi: in tutto il Paese, compresa Londra, chiusura di pub e ristoranti alle 22 e niente assembramenti oltre sei persone. Il Livello 2, che include Manchester e Newcastle, proibisce il contatto tra più di due nuclei familiari. Il cosiddetto Livello 3 che comprende alcune aree del Nord tra cui Liverpool, impone la chiusura di bar, pub, palestre, casinò e centri scommesse, per quattro settimane con la possibilità di una ulteriore proroga. Le misure più severe riguardano la proibizione dei contatti con altri nuclei familiari, gli spostamenti e ogni forma di ospitalità. A Liverpool il diffondersi della pandemia ha causato la quasi completa saturazione dei posti in terapia intensiva; nondimeno l’ultima serata prima della chiusura dei locali è stata celebrata con balli e assembramenti di giovani. Una reazione che è stata ovviamente stigmatizzata dalla stampa e dall’opinione pubblica. Anche in Germania saranno introdotte limitazioni nei contatti nelle zone dove le nuove infezioni sono più numerose. A Madrid e in otto città limitrofe è invece in corso un parziale lockdown, con il divieto di tutti gli spostamenti non essenziali; le scuole sono però aperte ed è possibile muoversi per motivi lavorativi o sanitari. La situazione nella capitale spagnola è in lieve miglioramento. All’opposto, aumentano i contagi in Catalogna dove state imposte misure come la chiusura dei bar e dei ristoranti per quindici giorni: potranno soltanto offrire un servizio da asporto.

Come dimostra anche il caso italiano, in cui le misure introdotte riguardano soprattutto l’uso della mascherina all’aperto e limitazioni agli assembramenti, l’orientamento dei governi europei sembra quello di evitare i lockdown totali e di lavorare sulla riduzione dei contatti non protetti. Inoltre, prevale l’idea di agire in modo differenziato rispetto alle diverse aree seguendo la curva dei contagi, senza uniformare i provvedimenti più drastici su base nazionale. Naturalmente tutte le azioni saranno continuamente adeguate agli sviluppi della pandemia, oggi difficilmente prevedibili nei tempi medi. 

 

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Crediti immagine: Foto di icsilviu da Pixabay

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