1 giugno 2018

Nuove tappe del dialogo tra USA e Corea del Nord

Si riaprono spiragli per la distensione tra Corea del Nord e Stati Uniti, in giornate ricche di colpi di scena e in un susseguirsi di dichiarazioni formali e di cinguettii. La decisione di annullare l’incontro di Singapore con Kim Jong-un comunicata dal presidente Trump giovedì 24 maggio aveva colto di sorpresa gli osservatori per il tono duro ma al tempo stesso apertamente pieno di rammarico. Sembrava comunque che il fragile equilibrio del dialogo si fosse irrimediabilmente incrinato, a fronte dei toni perentori con cui la Corea del Nord aveva replicato alle manovre militari congiunte tra Stati Uniti e Corea del Sud e ad alcune dichiarazioni, poco concilianti, di esponenti dell’amministrazione Trump. Pyŏngyang provava subito a riallacciare i fili del dialogo con una dichiarazione di apertura venerdì 25, in cui si confermava esplicitamente l’intenzione di sedersi al tavolo dei negoziati. Sabato 26 maggio i presidenti delle due Coree, Kim Jong-un e Moon Jae-in, si sono rivisti, senza dare alcun preavviso alla stampa, nel villaggio di  Panmunjŏm, presso la zona demilitarizzata. Il vertice aveva l’esplicito obiettivo di rendere possibile il summit di Singapore e ha dimostrato come le due Coree siano fortemente interessate al dialogo e alla prospettiva di una stabile pacificazione.

Nel giro di pochi giorni, la qualità delle relazioni tra Stati Uniti e Corea del Nord è migliorata sensibilmente, al punto che domenica 27 una delegazione del Dipartimento di Stato, guidata da Sung Kim, attuale ambasciatore degli Stati Uniti nelle Filippine, ha incontrato sempre a  Panmunjŏm funzionari nordcoreani per concordare i temi e le prospettive che saranno affrontati a Singapore. I preparativi del summit, come confermato dai tweet di Trump, sono ripresi con grande intensità, anche per l’avvicinarsi della scadenza.

Anche in questo contesto di rinnovata cordialità, ha suscitato sorpresa il viaggio a New York, annunciato martedì 29 maggio, di Kim Yong-chol, considerato il più importante collaboratore del leader nordcoreano. La presenza di un alto esponente di Pyŏngyang negli Stati Uniti, per sondare le possibilità di un esito positivo del summit, è stata definita da Trump «una risposta concreta alla mia lettera» e sembra confermare l’intenzione delle parti di arrivare fino in fondo.

 

Crediti immagine: ANSA/EPA


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