14 settembre 2021

Nuovi test missilistici della Corea del Nord

La Corea del Nord ha testato un nuovo missile da crociera a lungo raggio d’azione, attraverso diversi lanci che sono stati effettuati tra sabato 11 e domenica 12 settembre. Secondo l’agenzia di stampa nordcoreana Kcna il missile ha percorso in circa due ore e sei minuti un tragitto di 1.500 km, per poi cadere all’interno delle acque territoriali nordcoreane. L’esperimento, che ovviamente è anche un segnale politico, non rappresenta una violazione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. I missili da crociera hanno una gittata più corta e una velocità inferiore rispetto ai missili balistici, ma sono comunque pericolosi perché possono essere dotati di testate nucleari e viaggiando ad altezze minori sono difficili da intercettare. Il Giappone, la Corea del Sud e la Cina stessa potrebbero avvertire questi test come una minaccia virtuale per il loro territorio.

Al di là delle valutazioni tecniche, il valore simbolico è alto e coglie la presidenza di Joe Biden, in un momento non facile. La sfilata notturna, che si è svolta, alla presenza del leader Kim Jong-un, giovedì 9 settembre in occasione del 73° anniversario della proclamazione della Repubblica Popolare Democratica di Corea, era sembrata orientata più al contrasto al Covid e al cambiamento climatico che allo spirito bellico. Niente esibizione muscolare di missili o di nuovi sistemi d’arma e un messaggio forse rivolto principalmente al fronte interno. La Corea del Nord però è abituata a sorprendere i suoi interlocutori, ed ecco che i missili ritornano in scena. Ai test missilistici, Kim Jong-un non era presente, ma c’erano diversi alti funzionari tra cui una figura emergente come Pak Jong-chon, capo dello Stato Maggiore generale dell’Armata del popolo coreano e membro del Politburo del Partito dei lavoratori.

Attraverso questi test, la Corea del Nord ha avvertito gli Stati Uniti che è pronta ad affrontare un confronto con la nuova amministrazione; i suoi vicini, in particolare Seoul e Tokyo, guardano con preoccupazione a sperimentazioni che, pur rientrando nei confini stabiliti dall’ONU, rappresentano di fatto una minaccia virtuale verso il loro territorio. Inoltre, secondo alcuni osservatori, Pyongyang ha voluto mandare un messaggio anche a Pechino, ribadendo la propria indipendenza strategica. Rispetto alla denuclearizzazione della penisola coreana, Kim Jong-un vuole giocare le sue carte, senza necessariamente allinearsi al potente alleato. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese Zhao Lijian ha chiesto «alle parti correlate di esercitare moderazione e di incontrarsi a metà strada» allo scopo di preservare la pace e gli equilibri nella penisola coreana. Gli Stati Uniti stanno «monitorando la situazione» e tramite il Pentagono condannano la politica aggressiva di Pyongyang. Per Joe Biden, il dossier coreano, importante nel confronto geopolitico asiatico e globale, presenta diverse e complesse sfaccettature, in un momento in cui sarebbe opportuno incrementare il prestigio internazionale degli Stati Uniti soprattutto presso gli alleati storici. 

 

Immagine: Un missile balistico nordcoreano (26 luglio 2013). Crediti: Stefan Krasowski [CC BY 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/2.0)], attraverso Wikimedia Commons

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