30 dicembre 2020

Prove di dialogo fra Egitto e governo di Tripoli

L’Egitto sta provando a giocare un ruolo centrale come mediatore per arrivare a una soluzione politica della crisi libica; non si tratta soltanto di un tentativo di consolidare la propria posizione strategica nell’ambito dell’area, ma anche di non avere ai propri confini situazioni di instabilità permanente o peggio di ‘stabilità ottomana’. La presenza turca in Libia preoccupa infatti fortemente il presidente Abd al-Fattah al-Sisi, anche alla luce dei rivendicati legami di Recep Tayyip Erdoğan con la Fratellanza musulmana, che in Egitto è considerata un’organizzazione illegale. Domenica 27 dicembre alcuni alti funzionari della sicurezza egiziana si sono recati a Tripoli per incontrare i rappresentanti del Governo di accordo nazionale (GNA, Government of National Accord). Si è trattato della prima visita dal 2014, cioè da quando il Paese è stato lacerato dal conflitto tra il presidente Fayez al-Sarraj, insediato a Tripoli, e il leader della Cirenaica Khalifa Haftar, a capo dell’Esercito nazionale libico (LNA, Libyan National Army), legato al Parlamento di Tobruk. Francia, Russia, Egitto ed Emirati Arabi Uniti hanno sostenuto Khalifa Haftar, con modalità diverse, mentre Fayez al-Sarraj, riconosciuto dall’ONU, interlocutore privilegiato dell’Italia, ha ricevuto soprattutto negli ultimi anni un decisivo apporto diretto da parte della Turchia. Si riapre dunque un dialogo che parte da posizioni distanti, di fatto opposte, che potrebbe avere sviluppi importanti. La missione egiziana, guidata da Ayman Badi, vicecapo del Servizio di intelligence generale, si è incontrata col vicepremier Ahmed Maiteeg, e col ministro dell’Interno, Fathi Bashagha. Si tratta di due personalità rilevanti all’interno di Tripoli, anche perché considerate in qualche modo garanti rispetto ai legami con Misurata, di cui è originario Maiteeg, e dei rapporti con la Turchia, per quanto riguarda Fatih Bashaga. Alcuni incontri si sono svolti nell’edificio che ospitava la vecchia ambasciata d’Egitto e secondo alcune fonti di Tripoli l’Egitto sarebbe intenzionato a riaprire la sua ambasciata in tempi brevi. Durante l’incontro con Fathi Bashagha, si è discusso di sicurezza, di cooperazione nel campo dell’intelligence, ma anche di come consolidare il cessate il fuoco raggiunto a ottobre.

Lunedì 28 dicembre, a ratificare un effettivo cambiamento nelle relazioni, si è svolto un colloquio telefonico tra il ministro degli Esteri egiziano, Sameh Shoukry, e il ministro degli Affari esteri del GNA, Muhammad al Taher Siala, sul dossier libico e sulle prospettive di stabilità e pacificazione del Paese. Quello in corso è un dialogo importante che non rappresenta però uno stravolgimento delle posizioni e delle alleanze consolidate: appena ventiquattro ore prima della visita egiziana, il ministro della Difesa turco Hulusi Akar si era recato a Tripoli, per rafforzare la collaborazione militare che prevede anche basi permanenti in territorio libico e attività congiunte di addestramento delle truppe.  In quell’occasione, Akar aveva replicato in modo minaccioso agli appelli di Haftar a liberare la Libia dalla presenza degli stranieri e delle forze turche in particolare. D’altra parte, il 19 dicembre, una settimana prima della visita a Tripoli di Ayman Badi, il capo del servizio di intelligence egiziano, generale Abbas Kamel, si è recato in Cirenaica dove ha incontrato a Tobruk il presidente del Parlamento, Aguila Saleh, e a Bengasi Khalifa Haftar. Il dialogo tra Egitto e Tripoli rappresenta comunque un passo importante e testimonia che il processo di pace in Libia avanza sia pur fra grandi difficoltà. Un’ipotesi su cui le diplomazie stanno lavorando è quella di un nuovo consiglio presidenziale unitario, con rappresentanti di Cirenaica, Tripolitania e Fezzan, che sia in grado di garantire sicurezza e pacificazione e di portare alle elezioni il Paese nel dicembre 2021.

 

Immagine: Fathi Bashagha (8 aprile 2020). Crediti: Awstishur [CC BY-SA 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)], attraverso Wikimedia Commons

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