18 febbraio 2021

Riparte il dialogo sul commercio fra Germania e USA

L’Unione Europea (UE) auspica che le relazioni con gli Stati Uniti, diventate fredde se non ostili durante la presidenza di Donald Trump, possano migliorare con la nuova amministrazione, globalmente e in particolare in ambito commerciale. La guerra dei dazi, originata dalle sentenze della WTO (World Trade Organization) sui casi Boeing e Airbus ma in realtà alimentata da cause profonde e strutturali, potrebbe essere ridimensionata se non del tutto superata. In questo senso, Joe Biden si era già pronunciato in campagna elettorale, promettendo rapporti migliori con gli alleati strategici.

Un primo segnale verso la Germania è stato subito dato con il congelamento del rientro di una parte dei militari USA che si trovano nel Paese. Donald Trump aveva deciso di riportare in patria 11.900 militari attualmente dislocati in territorio tedesco, cioè circa un terzo della presenza complessiva. La decisione di sospendere il provvedimento, annunciata dal consigliere per la Sicurezza nazionale Jake Sullivan a inizio febbraio, corrisponde peraltro all’orientamento prevalente al Pentagono anche durante la presidenza Trump, ma non risolve del tutto il contenzioso tra i due Paesi sulla spesa militare e sui rapporti con la Russia; rappresenta però un messaggio chiaro ad Angela Merkel, molto critica verso il disimpegno USA, e la premessa di una ripresa del confronto. Ora la Germania propone agli Stati Uniti un accordo commerciale che abolisca i dazi sui prodotti industriali; è quanto emerge dalle dichiarazioni di Peter Beyer, coordinatore delle relazioni transatlantiche del governo di Berlino. Beyer propone l’apertura di un confronto ampio che porti a una riforma della WTO per impostare su diverse basi la contesa con Pechino.

L’offerta tedesca presenta agli occhi di Washington molti limiti perché gli Stati Uniti da un lato diffidano della WTO in quanto tale e dall’altro sono interessati alla riforma del commercio mondiale non solo per proteggersi dalla Cina, ma anche per tutelare le proprie aziende dalla concorrenza mondiale ed europea in particolare. Una preoccupazione che è stata fatta propria anche da Biden. Inoltre la Germania è molto riluttante a impegnarsi in un confronto globale con la Cina e a inasprire le relazioni. La sostanza è che i difficili rapporti tra Europa e Stati Uniti non dipendono dal cattivo carattere di Trump ma hanno una base strutturale, perché gli interessi non sempre coincidono e a volte confliggono. Oltre al commercio, ci sono alcuni nodi da risolvere, come la questione di Nord Stream 2 e in generale il confronto con Mosca.

Una situazione conflittuale fra le due sponde dell’Atlantico non conviene però né all’Europa né agli Stati Uniti. Biden vuole dare un segnale di discontinuità soprattutto nel metodo e cercherà un compromesso, un accordo utile alla sostanza e all’immagine. Le relazioni tra Stati Uniti e Unione Europea molto probabilmente avranno un’evoluzione positiva, ma il processo non sarà né breve né lineare.  

 

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Immagine: Peter Beyer (24 aprile 2017). Crediti: Tobiberlin [CC BY-SA 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)], attraverso Wikimedia Commons

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