25 gennaio 2022

Ucraina, rischio crisi tra NATO e Russia

Cresce la tensione al confine fra Russia e Ucraina, con il coinvolgimento di un numero sempre più vasto di Paesi; la NATO infatti si sta attivando per poter reagire in caso di invasione da parte di Mosca. Gli Stati Uniti hanno messo in stato di massima allerta 8.500 soldati, che potrebbero essere presto operativi; altri Paesi appartenenti all’Alleanza, hanno annunciato lo schieramento imminente di nuove forze per mandare un forte segnale alla Russia. In particolare, la Danimarca sta inviando una fregata nel Baltico e caccia F-16 in Lituania mentre la Spagna sta sollecitando alcune sue navi militari a unirsi alla flotta NATO presente nell’area; anche Francia, Danimarca e Paesi Bassi daranno in questi giorni il loro contributo. L’attivismo della NATO non deve essere interpretato, secondo le dichiarazioni del segretario generale Jens Stoltenberg, «come una minaccia alla Russia ma come una risposta adeguata a quanto accade in Ucraina». Stoltenberg ha anche ricordato come la NATO sia rimasta ancorata alla sua natura di alleanza difensiva poiché la presenza di sue forze militari in Europa orientale, che è vissuta come ostile dalla Russia, si è in realtà concretizzata soltanto nel 2014, dopo l’invasione della Crimea, in seguito alla quale furono dislocate unità multinazionali in Polonia, Estonia, Lettonia e Lituania. Mosca a sua volta accusa, tramite il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov, gli Stati Uniti e la NATO di esacerbare la situazione con «annunci isterici» accompagnati però da «azioni concrete» che creano un clima in cui anche un attacco da parte dell’Ucraina contro i separatisti filorussi del Donbass è possibile.

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha avuto lunedì 24 gennaio una serie di colloqui telefonici con i leader europei tra cui Ursula von der Leyen, Charles Michel, Mario Draghi, Emmanuel Macron, Olaf Scholz, Boris Johnson e il presidente polacco Andrzej Duda; argomento delle consultazioni con gli alleati erano proprio le possibili evoluzioni della situazione in Ucraina. Il presidente ha espresso dopo questi contatti la sua soddisfazione per la «totale unanimità» riscontrata con i suoi interlocutori. Gli Stati Uniti ritengono fondamentale mostrare un volto unitario, ben sapendo che più di una sfumatura divide in realtà l’intransigenza dei Paesi dell’Europa orientale dalla costante preoccupazione che si sperimenti ogni via diplomatica possibile, fortemente sentita da parte di Germania, Francia e Italia. Nei fatti, l’unità degli alleati si sta mostrando per ora solida e la vicinanza a Kiev fortemente condivisa; l’Unione Europea ha annunciato lo stanziamento di 1,2 miliardi di euro, come aiuti all’Ucraina, che saranno resi disponibili al più presto. Inoltre, nuove misure e sanzioni contro la Russia sono previste dall’Unione in caso la situazione lo richieda; decisioni e posizionamento che hanno avuto l’apprezzamento del presidente ucraino Volodymyr Zelenskij.

In un clima teso, di reciproche accuse, di movimenti di truppe, di timore per l’escalation, ha avuto una forte eco la decisione degli Stati Uniti e del Regno Unito di far allontanare dall’Ucraina le famiglie dei funzionari delle proprie ambasciate e predisporsi a ridurre il personale all’essenziale, pur senza chiudere. Un’iniziativa, motivata dai timori di un’invasione russa, che ha messo in qualche modo in imbarazzo l’Ucraina, che l’ha definita una decisione prematura. Nonostante il dispiegamento di forze e l’escalation delle dichiarazioni, molti osservatori ritengono difficile che dalle minacce si passi agli attacchi e che Mosca faccia la prima mossa, che potrebbe portarla in un vicolo cieco. Al di là delle ritorsioni e del possibile ruolo della NATO nel conflitto, lo stesso esercito ucraino, numeroso, motivato e dotato di moderni armamenti, rappresenta un deterrente considerevole. Resta però forte il timore che accada quello che magari nessuno vuole ma che potrebbe essere il risultato di forze contrapposte, nella dialettica fra azioni e reazioni.

 

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Immagine: Il segnale di Stop all’ingresso del checkpoint ucraino dalla Russia, Bachevsk, Ucraina (ottobre 2021). Crediti: Fire-fly / Shutterstock.com

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