17 luglio 2020

Segnali di ripresa dell’economia cinese

La Cina sta superando per prima sul piano economico le conseguenze della pandemia. Il PIL cinese è tornato a crescere nel secondo trimestre dell’anno, dopo aver subito un forte rallentamento nei primi tre mesi. Complessivamente nei primi sei mesi del 2020 si registra una diminuzione dell’1,6% rispetto al 2019; se si considera soltanto il secondo trimestre, dal 1° aprile al 30 giugno, la Cina ha conseguito invece una crescita del 3,2% rispetto all’analogo periodo dell’anno scorso. Una forte inversione di tendenza, visto che nei primi tre mesi dell’anno si era verificata una perdita del 6,8%, il risultato più negativo degli ultimi venti anni. Naturalmente, il dato non è di per sé un indicatore che le difficoltà economiche siano del tutto superate; come ha dichiarato lo stesso portavoce dell’Ufficio nazionale di statistica Liu Aihua, nei prossimi mesi ci saranno conseguenze per l’economia cinese dovute al persistere della pandemia. Inoltre, alcuni osservatori hanno messo in evidenza come la spinta alla crescita venga dagli investimenti e dalla produzione industriale, mentre i consumi fanno fatica e riprendersi: a maggio sono stati inferiori del 2,8% rispetto ai dati del 2019, a giugno dell’1,8%. La Borsa di Shanghai e quella di Hong Kong, alla diffusione dei dati sull’andamento economico, hanno reagito negativamente, registrando un sia pur lieve ribasso. Inoltre, la recessione del 2020 legata alla pandemia ha coinvolto praticamente tutto il pianeta, a differenza della pur grave crisi del 2008; sono calati drasticamente i consumi in tutti i Paesi, delle merci e dei servizi, tra i ceti popolari e nelle classi privilegiate. Una situazione che ovviamente incide sull’economia cinese fortemente proiettata sul mercato mondiale. I dati sulla pandemia non consentono peraltro di considerarla alle nostre spalle: i casi accertati di contagio sono stati complessivamente finora 13.805.296 e i morti sono arrivati a 589.911; negli Stati Uniti nella sola giornata del 16 luglio sono stati segnalati 68.428 nuovi casi. La pandemia è in forte espansione anche in India (più di 32.000 nuovi casi il 16 luglio) e in America Latina. L’andamento difficilmente prevedibile del contagio crea una situazione di incertezza che pesa sul mercato mondiale. Non bisogna inoltre dimenticare che la Cina è impegnata in una sfida egemonica globale con gli Stati Uniti, che sono fortemente orientati a contenerne la crescita e le ambizioni. Questo clima di competizione che si è concretizzato nella guerra commerciale è un altro dei fattori che non faciliterà la ripresa del gigante asiatico.


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