4 gennaio 2021

Somalia, attacco armato dei fondamentalisti a una azienda turca

I fondamentalisti di al-Shabaab hanno attaccato sabato 2 gennaio il cantiere di un’azienda turca, nei pressi della capitale somala Mogadiscio. Nell’attentato, condotto con esplosivo e attraverso l’uso di una motocicletta, sono morte cinque persone, di cui due di nazionalità turca; quattordici sono i feriti. L’azione terroristica, rivendicata nella stessa giornata di sabato da Abdiasis Abu Musab, un portavoce di al-Shabaab, ha preso di mira i dipendenti, somali e turchi, di un’impresa impegnata nella costruzione di una strada progettata per collegare Mogadiscio con Afgoi. Ferma condanna da parte di Ankara di un’azione che colpisce, secondo il ministero degli Esteri, chi contribuisce «alla prosperità e al benessere della Somalia».

La Turchia sta portando avanti da alcuni anni un programma di investimenti e di aiuti, consolidato da una stretta collaborazione con il governo somalo. Le relazioni tra i due Paesi si sono intensificate dopo la visita ufficiale del presidente Recep Tayyip Erdoğan in Somalia nel 2011, in un momento molto difficile a causa della siccità e della guerra civile. Sono molti gli interventi turchi nel campo della cooperazione militare, della sanità, della costruzione di infrastrutture, della ricerca di risorse energetiche. Un ruolo decisivo viene assicurato nell’addestramento dell’esercito e delle forze di polizia, proprio in funzione del contrasto all’insorgenza fondamentalista. La Somalia è un tassello importante della strategia di Ankara per proporsi come potenza regionale, in grado di esercitare la sua influenza in una vasta area, che va dalla Libia al Corno d’Africa al Nagorno-Karabakh. Ambizioni egemoniche che naturalmente hanno costi economici e conseguenze indesiderate. Nella stessa giornata di sabato 2 gennaio, due attacchi terroristici con autobombe hanno insanguinato le località di Ras el-Ain e di Jindires, nell’area a nord-est della Siria, attualmente controllata dalla Turchia. Ankara ha accusato le milizie curde note come Unità di protezione popolare (YPG, Yekîneyên Parastina Gel) di essere responsabili degli attacchi che hanno provocato sei vittime, tra cui due bambini, e numerosi feriti. Non si riscontra legame specifico fra gli avvenimenti in Somalia e in Siria; la coincidenza evidenzia però come la vasta azione geopolitica della Turchia la esponga a rischi e attacchi soprattutto nelle aree attraversate da forti tensioni.

 

Immagine: Uomini somali ad Afgoi, Somalia (10 novembre 2013). Crediti: AU UN IST PHOTO / Tobin Jones [CC0 1.0 Universal (CC0 1.0) Public Domain Dedication], attraverso www.flickr.com/

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