26 agosto 2020

Spagna, si prospetta l’uso dell’esercito per contrastare la pandemia

Nel corso di una conferenza stampa del 25 agosto, il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha annunciato che circa duemila militari collaboreranno con i governi regionali per contrastare la nuova ondata di Covid-19 che sta attraversando il Paese. L’esercito affiancherà il personale civile nell’opera di tracciamento. Anche se le misure suonano come estreme, in realtà si tratta di un tentativo di evitare un nuovo lockdown e di attribuire alle autorità locali la responsabilità delle decisioni. Sánchez durante la cosiddetta prima ondata era stato accusato di aver minato le autonomie locali e di aver imposto misure troppo drastiche, mentre l’ordinamento attribuisce ai governi regionali la gestione della sanità. Di fronte al nuovo aggravarsi della situazione, Sánchez sceglie una strada diversa e invita le comunità autonome come la Catalogna a richiedere lo stato di emergenza se lo ritengono necessario, esercitando i loro poteri; sulla base della diversa situazione sanitaria delle regioni, Sánchez vorrebbe evitare scelte radicali come il lockdown che coinvolgano tutto il territorio nazionale e possano indebolire ulteriormente l’economia del Paese.

La crescita dei contagi dopo il 15 agosto è stata molto forte, con più di 2.000 nuovi casi al giorno e una situazione critica soprattutto a Madrid. L’impennata più forte è stata registrata il 19 agosto con 3.715 nuovi casi, seguita da 3.349 il 20 e 3.650 il 21; nei giorni successivi, un lieve calo che porta ai 2.415 casi del 25 agosto. I dati complessivi dei contagi in Spagna dall’inizio della pandemia sono i più alti di Europa, con 412.553 contagiati a fronte dei 329.821 del Regno Unito e dei dati di Francia (285.902), Italia (261.174) e Germania (237.583), tutti Paesi che hanno una popolazione più numerosa. Il numero dei decessi in Spagna è di 28.924, quindi meno del Regno Unito, dell’Italia e della Francia. Il Covid-19 è in ripresa in molti Paesi europei (17.592 sono i nuovi casi complessivamente registrati nella giornata del 25 agosto) soprattutto in Germania e in Francia, ma il caso spagnolo è il più preoccupante.

Alla prioritaria preoccupazione per la salute dei cittadini, si deve aggiungere anche il difficile momento dell’economia, che ha nel turismo uno dei suoi assi portanti. Le perdite causate dall’epidemia nel settore turistico sono stimate in quasi 100 miliardi di euro, con un crollo delle attività turistiche del 64%, dovuto principalmente al mancato afflusso di visitatori dalla Germania e dal Regno Unito. Le difficoltà che si trova di fronte il governo Sánchez sono dunque notevoli; la prima in ordine di tempo è quella della modalità e dei tempi di riapertura delle scuole.

 

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Immagine: Pedro Sánchez. Crediti: Photo/Map: Arne Müseler / arne-mueseler.com / www.arne-mueseler.com [CC-BY-SA-3.0 (linked to: https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/de/deed.de)], attraverso Wikimedia Commons

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