7 gennaio 2021

Stati Uniti, assalto al Congresso dei sostenitori di Trump

Giornata drammatica quella di ieri a Washington, quando un gruppo di sostenitori di Donald Trump ha assaltato il Parlamento riunito per decretare la vittoria di Joe Biden. Attualmente le notizie che arrivano dagli Stati Uniti danno per accertata la presenza di una vittima, ma le voci che si rincorrono parlano di 4 morti; più di 50 sono invece le persone arrestate.

L’assalto giunge dopo giorni di manifestazioni e proteste da parte dei sostenitori di Trump culminate nel raduno di Washington del 6 gennaio e dopo che lo stesso presidente uscente si era rivolto loro ribadendo l’illegittimità della vittoria di Joe Biden.

L’America tutta è scossa per quanto accaduto, e anche il fronte politico repubblicano, che in larga parte aveva già preso le distanze dal tentativo trumpiano di delegittimare la vittoria democratica, a partire dal vicepresidente Mike Pence ha assunto posizioni di condanna netta rispetto a quanto accaduto.

Trump ha affidato il suo commento a un video-messaggio lanciato via social nel quale, pur chiedendo ai manifestanti di «andare a casa», non ha condannato le violenze e ha sostenuto nuovamente che le elezioni «sono state rubate».

Nel frattempo si rincorrono le indiscrezioni circa le possibili controffensive politiche, a partire dall’ipotesi secondo cui alcuni ministri del governo Trump starebbero discutendo se ricorrere al 25° emendamento per rimuovere il presidente in carica, altrimenti destinato a rimane tale fino alle ore 12 del 20 gennaio, per affidare il Paese al suo vice, Mike Pence. Le prossime ore saranno decisive per chiarire come si evolverà la situazione, dal punto di vista sia dell’ordine pubblico che della vicenda politica.

 

Immagine: Sostenitori di Donald Trump nell’aula del Senato dopo aver fatto irruzione nel Campidoglio degli Stati Uniti, Washington D.C., Stati Uniti (6 gennaio 2021). Crediti: Alex Gakos / Shutterstock.com

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