4 maggio 2021

Sudan, in forse la base navale russa sul Mar Rosso

La base navale russa in Sudan prevista da un accordo firmato il 16 novembre 2020 a Khartoum probabilmente non si farà. Mosca smentisce il passo indietro ma dal Sudan arrivano informali conferme. Il progetto doveva insediarsi a Port Sudan, sul Mar Rosso, in un’area strategica, densa di contraddizioni e di conflitti ed era stato avviato dal presidente Omar al-Bashir che, salito al potere nel 1989 in seguito a un colpo di Stato, aveva mantenuto la leadership del Paese per trent’anni. Grazie all’accordo con al-Bashir, Mosca si trovava a un passo dal poter rientrare ufficialmente con la sua flotta militare nel continente africano, che era stata sollecitata dagli eventi ad abbandonare nel 1991, quando aveva smantellato la base di Nocra, in Eritrea. Dopo il crollo del regime di Omar al-Bashir nell’aprile 2019, il Consiglio militare di transizione aveva continuato le trattative con Mosca, da cui era scaturito l’accordo del novembre 2020.

Le forti pressioni di Washington ‒ che si contrappone all’influenza russa in ogni parte del mondo, e con maggiore costanza a partire dall’insediamento di Joe Biden ‒ potrebbero essere alla base del declino dell’operazione relativa al centro logistico navale russo a Port Sudan. Inoltre, da febbraio è attivo in Sudan un nuovo governo, sempre guidato dal primo ministro Abdalla Hamdom, che ha incluso anche leader ribelli ed esponenti delle minoranze. In una dichiarazione recente, l’esecutivo sudanese aveva affermato di non sentirsi vincolato dagli accordi ratificati in un altro assetto istituzionale. Le notizie relative alla retromarcia sudanese quindi sorprendono ma non del tutto; era noto da tempo che gli Stati Uniti stavano esercitando la massima pressione sul governo sudanese affinché non consentisse un posizionamento strategico della Russia. Nell’area si sta giocando una partita complessa, con diversi focolai di crisi, che impegna oltre alle potenze regionali, anche Stati Uniti, Turchia, Russia e Cina.  

 

Immagine: Port Sudan, Sudan (20 aprile 2016). Crediti: Motaz Altahir [Public Domain Mark 1.0], attraverso flickr.com

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