22 febbraio 2018

Svolta in Sudafrica: è finita l’era di Jacob Zuma

La situazione è precipitata quando Jacob Zuma è stato messo nell’angolo con la minaccia di una mozione di sfiducia proprio dal suo partito, l’African National Congress (ANC) che guida il Sudafrica dalla fine dell’apartheid. Zuma ha annunciato le sue dimissioni in televisione, respingendo le accuse, ma dichiarandosi membro disciplinato e fedele del partito. In realtà molti osservatori ritengono che Zuma abbia ottenuto garanzie di impunità per i suoi illeciti, sull’esempio di quanto accaduto nello Zimbabwe per Robert Mugabe, in cambio di un’uscita di scena non traumatica. La presidenza è stata assunta ad interim dall’attuale vicepresidente, Cyril Ramaphosa, neopresidente dell’ANC, che rimarrà in carica fino ad aprile 2019, quando si svolgeranno le elezioni presidenziali.

A dicembre, nella lotta per la presidenza dell’ANC Ramaphosa ha sconfitto per un pugno di voti Nkosazana Dlamini-Zuma, ex commissaria dell’Unione Africana, nonché ex moglie di Jacob Zuma, che ne appoggiava la candidatura; con la sua vittoria dentro al partito, Ramaphosa ha posto le basi per la fine dell’era Zuma.

Nel 2019 Ramaphosa sarà il candidato dell’ANC, e appare quindi favorito, ma il declino del partito, logorato dagli scandali e dall’incapacità di affrontare le difficoltà economiche che attraversano il Paese, potrebbe costargli una clamorosa sconfitta. Il suo profilo non appassiona la base del partito e la parte più povera della popolazione; Ramaphosa è uno degli uomini più ricchi del Paese e come imprenditore è stato implicato nel 2012, secondo i suoi avversari, nella repressione delle lotte dei minatori. Nel suo discorso di insediamento il neopresidente ha sottolineato che la lotta alla corruzione e alla cattiva gestione di aziende pubbliche sarà una priorità della sua amministrazione.  La corruzione e la scarsa credibilità dei gruppi dirigenti rappresentano infatti una piaga che danneggia molte nazioni africane e sembra impedire al Sudafrica di spiccare il volo verso quello sviluppo economico e sociale che fino a pochi anni fa sembrava a portata di mano.

Crediti immagini: ANSA


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