1 aprile 2021

Tensioni fra Italia e Russia per il caso di spionaggio

L’arresto di Walter Biot, ufficiale della Marina accusato di aver venduto segreti militari alla Russia, non sarà privo di conseguenze geopolitiche. L’Italia ha convocato Sergey Razov, ambasciatore russo a Roma, e ha espulso due funzionari che si ritiene siano coinvolti nella vicenda. Uno dei due è stato fermato dalle forze dell’ordine; i Carabinieri del ROS (Raggruppamento Operativo Speciale) che agivano in collaborazione con gli agenti dell’Agenzia informazioni sicurezza interna (AISI), lo hanno sorpreso martedì 30 marzo, insieme a Walter Biot, in un parcheggio a Roma mentre acquistava copie di documenti riservati, che secondo alcune fonti riguarderebbero sistemi di telecomunicazione della NATO. Walter Biot era in servizio all’Ufficio politica militare e si occupava di decretare la sicurezza dei documenti dello Stato Maggiore della Difesa. Secondo quanto dichiarato dalla moglie, la famiglia si trova in gravi difficoltà economiche; Biot avrebbe approfittato del suo ruolo per fotografare documenti riservati e venderli, in cambio di 5.000 euro. Secondo alcuni esperti, episodi simili sono piuttosto frequenti e normalmente non vengono resi noti. La scelta dell’Italia di rendere pubblico l’accaduto viene interpretata soprattutto come un’esigenza di mandare un messaggio politico, verso la Federazione Russa, in primo luogo, sollecitandola a un comportamento meno aggressivo e intrusivo. Ma un segnale forte viene mandato pure sul fronte interno, come richiamo all’attenzione e alla vigilanza, e anche - e forse soprattutto - agli alleati, come dimostrazione che l’Italia fa la sua parte e merita rispetto e considerazione.

Un caso così clamoroso non si verificava dalla fine della guerra fredda; nondimeno l’episodio non è del tutto sorprendente, secondo molti osservatori, perché nonostante le relazioni bilaterali appaiano buone, molte divergenze di ordine strategico dividono l’Italia dalla Russia. Contrasti che nascono, ad esempio, dai rifornimenti energetici, poiché l’Italia sta sviluppando alternative al gas russo, che possono interessare tutta l’Europa meridionale; inoltre, desta preoccupazione nella diplomazia italiana l’attivismo russo nell’area del Mediterraneo, in particolare nello scenario libico. La Russia soffre soprattutto la pressione che la NATO esercita non lontano dei suoi confini e teme che il democratico Joe Biden riesca nell’operazione di rilancio del rapporto con gli storici alleati europei. Alcune dichiarazioni dell’amministrazione statunitense sul confronto fra le democrazie e i regimi illiberali hanno ricordato i toni della guerra fredda e contribuito a far sentire la Russia e le sue ambizioni geopolitiche messe nel mirino di un rinato fronte occidentale. 

 

Immagine: La Piazza Rossa, Mosca, Russia (14 luglio 2011). Crediti: Alvesgaspar [CC BY-SA 3.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], attraverso Wikimedia Commons

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