12 maggio 2020

USA, il complottismo di estrema destra sulla pandemia

 

«Un gruppo di scienziati indiani ha identificato una parte della sequenza di virus e verificato che è identica a quella dell’HIV. Se così fosse è molto probabile che il Coronavirus sia stato prodotto in laboratorio. Ma i media che segnalavano questa ricerca, così come gli articoli che raccontano come in Tailandia il virus si curi con un cocktail di medicine anti HIV e anti influenza vengono censurati sui social network». Il testo che avete appena letto viene da un video su YouTube e ha 30.000 visualizzazioni. Così ce ne sono centinaia. Alcuni sono stati rimossi, così come diverse pagine dei gruppi che coordinano le proteste anti-lockdown nei vari Stati. Newsguard, sito che fa un lavoro di verifica di notizie, ha identificato 47 “super contaminatori” di notizie false sul virus con decine di milioni di follower sulle proprie pagine su Facebook. Contenuti simili spuntano come funghi sui social network marginali come Reddit e 4Chan.

 

Migliaia sono i meme che raffigurano Corona-Chan, il meme che rappresenta il virus come una sorridente e mortale ragazza con gli occhi a mandorla e vestita con un qipao rosso, il vestito tipico cinese, che beve una birra Corona e indossa due fermagli che lo ricordano. A volte il suo qipao è decorato con il simbolo delle Nazioni Unite.

 

In queste settimane negli Stati Uniti abbiamo osservato proteste davanti alle Assemblee legislative degli Stati e un parallelo montare di teorie del complotto relative al virus. L’epidemia di questi mesi è insomma terreno fertile per la diffusione di notizie false, teorie del complotto e inviti alla lotta contro i poteri forti che nell’ombra utilizzano o hanno diffuso il virus – o la paura di questo.

 

Potremmo fare decine di esempi dopo aver passato qualche ora a googlare parole chiave o visitare siti. C’è chi ritiene che il nome stesso COVID stia per Certificate Of Vaccination ID (ovvero un chip che ci verrà impiantato e verificherà se siamo vaccinati). Ci sono le teorie del Nuovo Ordine Mondiale che viene costruito da Bill Gates (spesso rappresentato come il maligno), Jeff Bezos, Warren Buffett e naturalmente George Soros. Le élites globaliste, insomma. Oppure gli articoli pubblicati ancora ieri da World Net Daily, sito di destra e pagina Facebook da 800.000 follower, in cui si promuove ancora la idrocloroxidina «che non vi vogliono far conoscere perché si stanno preparando a venderci un vaccino e delle cure più costose». Qui siamo nell’ambito del plausibile e in linea con la promozione del medicinale da parte del presidente Trump.

 

Due rapporti hanno verificato il proliferare di teorie di estrema destra attorno alla pandemia globale. La cosiddetta Alt-Right statunitense, che ha avuto un momento di grande visibilità a cavallo tra il 2016 e il 2017, è al lavoro per utilizzare le paure generate dal Coronavirus e la rabbia per il lockdown. Le teorie diffuse sui social network sono improbabili, non stanno in piedi, alludono ma non specificano, segnalano che “non ci vogliono far sapere”.

 

Due diversi rapporti segnalano come l’attività attorno al virus sia febbrile. L’osservatorio HateWatch del Southern Poverty Law Center fa una lunga serie di esempi, mentre l’Institute for Strategic Dialogue (ISD) ha già pubblicato due briefing denominati “COVID disinformation”. Tra le conclusioni: «COVID-19 viene usato come un “cuneo” per promuovere le teorie del complotto, cospirazione, prendere di mira le minoranze e invocare violenza; COVID-19 viene utilizzato per promuovere gli appelli al “boogaloo” ‒ un meme di estrema destra che si riferisce a un’imminente guerra civile; il virus viene usato per aumentare la propria presenza online, per mettere in guardia dalla volontà dello Stato di limitare le libertà». I rapporti segnalano anche come i materiali di queste frange estreme vengano rimossi da Facebook a un ritmo piuttosto blando.

 

Perché ci pare importante segnalare questo movimento in rete? Perché negli anni passati le ondate di fake news e teorie del complotto hanno contribuito a creare il clima che ha portato alla vittoria di Donald Trump – che ha una dieta mediatica che prevede alcune tra le pagine social di questa galassia. Quello stesso clima per cui tutto è vero o tutto è falso, a seconda della fonte da cui proviene la notizia e non dal lavoro fatto per verificarla.

 

Le proteste davanti alle Assemblee degli Stati di queste settimane di cui abbiamo parlato alcuni giorni fa vengono alimentate anche da queste teorie. E diverse fonti giornalistiche segnalano come l’apparente conservatorismo non partisan di questi gruppi sia una facciata. Il quotidiano britannico The Guardian, ha ad esempio ottenuto un audio in cui il promotore del sito AmericanRevolution2.0, John Ellis, spiega di avere contatti con gruppi che organizzano milizie locali e con Mark Mercker, tra i promotori e organizzatori del Tea Party nel 2010 e figura che connette questa base diffusa con i media più grandi e i grandi finanziatori dei movimenti di destra. Ellis ha anche relazioni con i fratelli Dorr, estremisti pro-armi che sono tra i principali organizzatori delle proteste durante le quali persone armate entrano nell’assemblea del Congresso del Michigan.

 

Da qualche giorno a questa parte il presidente Trump ha preso a rilanciare teorie del complotto. Soprattutto una, quella secondo cui l’amministrazione Obama avrebbe indotto l’FBI a indagare su di lui e i suoi collaboratori ‒ l’ex generale Flynn in particolare, reo confesso di aver mentito sotto giuramento sui suoi contatti con il Cremlino e recentemente scagionato dal procuratore generale – e lavorato con il Deep State per aiutare Hillary. La teoria del complotto è nota come Obamagate e la campagna Trump ne sta facendo un tema elettorale: Obama significa anche Biden. Su diversi media abbiamo letto e sentito dire: “In realtà voterete per Obama, Biden è un manchurian candidate” ‒ dal titolo di un romanzo del 1959 e poi film nel 1962 e 2004, un manchurian candidate è un politico, che viene usato come un burattino da una potenza nemica, in questo caso dall’ex presidente. Trump ha anche invitato alla Casa Bianca Lionel Lebron, conduttore di talk radio che diffonde la teoria del complotto cosiddetta QAnon, secondo cui i democratici sono affiliati a una rete mondiale di pedofili satanisti che governa il mondo controllando politici, media e Hollywood. Questo tipo di contenuti funziona con quella parte di base elettorale formatasi con un’idea strampalata della democrazia americana e dell’equilibrio costituzionale tra poteri. Mobilitare quella base, flirtare con le proteste è un modo per agitare le acque della politica elettorale, far crescere paure e idee strane. I prossimi mesi ci diranno se, come e quanto la galassia della Alt-Right tornerà a essere un attore nella politica istituzionale statunitense. E quanto le teorie del complotto lavoreranno per la neonata “Morte nera”, la super-macchina digitale annunciata da Brad Parscale, direttore della campagna Trump. L’unica certezza è che sarà una campagna elettorale ricca di colpi bassi.

 

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Immagine: Manifestanti radunati per protestare contro l’ordine di rimanere a casa del governatore J.B. Pritzker davanti al James R. Thompson Center di Chicago, Illinois, Stati Uniti (1 maggio 2020).  Crediti: Kevin Kipper / Shutterstock.com

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