12 maggio 2022

Uccisa la giornalista Shireen Abu Akleh

La giornalista di al-Jazeera Shireen Abu Akleh è stata uccisa nella mattinata di mercoledì 11 maggio con colpi di arma da fuoco che l’hanno colpita alla testa durante un servizio sui raid israeliani in corso a Jenin, in Cisgiordania. Nell’area si erano verificati scontri fra miliziani palestinesi ed esercito israeliano. Con la giornalista uccisa c’erano altri tre colleghi e uno di loro, Ali Samodi, del network Al Quds, che le si trovava accanto, è stato ferito alla schiena ma in modo non grave. Come si vede chiaramente dalle riprese effettuate sul posto che mostrano Abu Akleb riversa a terra subito dopo essere stata colpita, tutti i giornalisti presenti erano dotati di elmetto, giubbotto antiproiettile e pettorina di riconoscimento. Al-Jazeera ha accusato apertamente l’esercito israeliano di aver ucciso a sangue freddo Abu Akleh; la reporter Shatha Hanaysha, che si trovava in un’automobile a pochi metri di distanza, ha dichiarato che in quel momento «non c’erano scontri o colpi sparati da palestinesi». Ali Samodi, che è stato il primo a essere colpito, ha accusato i soldati di aver aperto il fuoco sui giornalisti in modo deliberato. Ben diversa la posizione dell’esercito israeliano (IDF, Israel Defense Forces) secondo il quale era in corso uno scontro armato e i militari avevano risposto al fuoco dopo essere stati attaccati e quindi esiste «la possibilità, ora esaminata, che i giornalisti siano stati colpiti forse da spari sparati da uomini armati palestinesi».

Shireen Abu Akleh era molto conosciuta in Medio Oriente soprattutto per il suo lavoro di documentazione sul conflitto israeliano-palestinese. Nata a Gerusalemme 51 anni fa, aveva anche la cittadinanza degli Stati Uniti, una circostanza non priva di conseguenze. Dopo aver studiato prima architettura e poi giornalismo in Giordania, Abu Akleh aveva iniziato a lavorare nel 1997 ad al-Jazeera, pochi mesi dopo la nascita dell’emittente. Impegnata nell’edizione in arabo e occupandosi in modo particolare della condizione dei palestinesi, Shireen Abu Akleh era molto apprezzata e le circostanze della sua morte hanno suscitato un’ondata di commozione e di indignazione. Migliaia di persone hanno partecipato al suo funerale a Ramallah, giovedì 12 maggio; il presidente palestinese Mahmoud Abbas è intervenuto durante la cerimonia funebre accusando Israele di avere «la piena responsabilità dell’uccisione di Abu Akleh».  Il premier israeliano Naftali Bennett ha però replicato sostenendo che «il presidente palestinese accusa Israele senza prove solide». L’IDF ha reso operativa un’equipe speciale «che verifichi tutti i fatti e li presenti il più presto possibile». Il ministro degli Esteri israeliano Yair Lapid ha richiesto inoltre all’Autorità nazionale palestinese (ANP) di condurre «un’indagine congiunta». L’ANP ha però respinto questa richiesta, dichiarando che la sua indagine sarà condotta in maniera indipendente e trasparente.

Una forte condanna dell’omicidio della giornalista è arrivata dall’ONU, dagli Stati Uniti e dai Paesi europei, accompagnata dalla richiesta di un’indagine indipendente che riesca a identificare le effettive responsabilità. Shireen Abu Akleh è la ventiseiesima giornalista uccisa nell’esercizio della professione nel 2022. In poco più di quattro mesi solo in Messico sono stati uccisi otto giornalisti, e sette in Ucraina, durante il conflitto armato in corso. 

 

Immagine: L’immagine è un fotogramma tratto dal video Shireen Abu Akleh: Al Jazeera journalist shot and killed in West Bank (https://www.youtube.com/watch?v=d7V41BdyIcc)

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