11 aprile 2022

Una pace difficile e la via dell’armistizio

Nonostante i tentativi di Emmanuel Macron e di Recep Tayyip Erdoğan di ricercare i modi per arrivare ad una soluzione del conflitto in Ucraina, la possibilità di giungere in breve tempo ad una pace sembra difficile.

Ecco perché, ricordando alcune situazioni storiche significative, gli sforzi dovrebbero essere rivolti all’accettazione da parte di russi e ucraini di un armistizio.

 

Il primo motivo della necessità di questa situazione è immediato: mettere fine all’uso delle armi interromperebbe questa violenza quotidiana, disumana e cruenta, che causa decine di morti al giorno tra la popolazione e tra i militari.

Il secondo motivo è la possibilità di ricomporre un clima costruttivo di relazioni internazionali che consentirebbe l’avvio di un dialogo e la possibilità di definire nel medio periodo un accordo di pace.

Il terzo, infine, è che consentirebbe di evitare “l’incidente casuale” che avvierebbe un’escalation nell’utilizzo di armi nucleari le cui conseguenze è bene non immaginare.

 

Armistizio di Panmunjŏm per la sospensione della Guerra di Corea

 

A questo fine vale la pena ricordare ciò che avvenne in Corea settantadue anni fa, quando il 25 giugno 1950 la Corea del Nord comunista, sostenuta dalla Cina, invase la Corea del Sud, dando inizio alla “Guerra di Corea”.

L'invasione determinò una rapida risposta dell’ONU; su mandato del Consiglio di sicurezza, gli Stati Uniti, sostenuti da altre 17 nazioni, intervennero militarmente nella penisola per impedirne la conquista da parte dell’esercito nordcoreano.

Dopo tre anni cruenti di conflitti, la Guerra di Corea sembrava coinvolgere il mondo in un conflitto senza fine e dagli esiti inquietanti. Ma nel momento in cui la pace sembrava impossibile da raggiungere, il 27 luglio 1953, nel villaggio di Panmunjŏm nei pressi del 38° parallelo Nord, le parti firmarono un armistizio, ponendo fine alla guerra e creando una zona demilitarizzata.

La soluzione non fu certamente quella augurabile se si considera che, da quel momento, non fu possibile definire un trattato di pace e che il Paese è rimasto diviso in due parti, mantenendo vivo un clima di ostilità e tensione. Ma il conflitto, milioni di morti e il pericolo di una terza guerra mondiale erano scongiurati.

 

Immagine: L’attacco, durante la Guerra di Corea, di bombardieri statunitensi al ponte di Sinuiji, Corea (29 novembre 1950). Crediti: Everett Collection / Shutterstock.com

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