25 maggio 2021

L’Unione Europea sanziona la Bielorussia

Dura risposta dell’Unione Europea (UE) al dirottamento dell’aereo Ryanair e all’arresto del dissidente Roman Protasevich; sono stati subito congelati 3 miliardi di euro di investimenti che Bruxelles aveva preventivato per sostenere l’economia della Bielorussia. Si tratta però soltanto di una prima iniziativa decisa dal Consiglio europeo straordinario lunedì 24 maggio in attesa che vengano definite ulteriori sanzioni. Inoltre, le compagnie aeree europee sono state sollecitate ad evitare di sorvolare lo spazio aereo della Bielorussia, mentre alla Belavia Belarusian Airlines sarà interdetto di sorvolare l’Unione Europea e di accedere agli aeroporti.

La situazione è precipitata in seguito alla clamorosa iniziativa di domenica 23 maggio quando il giornalista Roman Protasevich, oppositore del regime di Aleksandr Lukašenko in Bielorussia, è stato arrestato dopo che l’aereo su cui volava, un Boeing 737 della Ryanair partito nella mattinata da Atene e diretto a Vilnius, è stato dirottato e costretto ad atterrare a Minsk. Il Boeing è stato affiancato in volo da un caccia bielorusso MiG-29 e da un elicottero Mi-24 che gli intimavano di atterrare a Minsk per motivi di sicurezza a causa della presunta presenza di una bomba a bordo del velivolo. Le autorità bielorusse hanno dichiarato di aver ricevuto un messaggio da parte di Hamas con la minaccia di far saltare in aria il Boeing 737. Una volta che l’aereo con 149 passeggeri a bordo è atterrato, agenti delle forze di sicurezza bielorusse sono saliti sul velivolo e hanno arrestato Roman Protasevich e Sophia Sapega, la sua fidanzata, una cittadina russa di 23 anni, che sta frequentando un master all’Università europea di scienze umanistiche di Vilnius.

Protasevich è un giornalista bielorusso di 26 anni, fondatore del canale informativo Nexta e attivista dell’opposizione, ricercato in patria per aver promosso le manifestazioni di protesta che seguirono nell’agosto del 2020 alla contestata sesta rielezione di Lukašenko, al potere dal 1994. Protasevich vive dal 2019 in esilio in Polonia. Un canale Telegram bielorusso, vicino al regime, ha pubblicato lunedì 25 maggio un video in cui Protasevich dichiara di trovarsi nella struttura di detenzione preventiva n. 1 a Minsk, di stare bene in salute e di essere trattato in modo conforme alla legge. In realtà il giornalista appare provato e dalle immagini sembra che sia stato colpito al volto da percosse. La sua situazione da un punto di vista giuridico non è affatto rassicurante. Nel settembre 2020 Nexta era stata messa fuori legge e Protasevich era stato accusato di atti di terrorismo e di incitamento a disordini di massa, reati per i quali rischia pesanti pene detentive.

L’Unione Europea ha chiesto l’immediato rilascio di Roman Protasevich e Sophia Sapega; Minsk si è limitata per ora ad assicurare che collaborerà con eventuali inchieste internazionali sull’accaduto, ma ritiene di aver agito nel pieno rispetto della legalità internazionale per proteggere la sicurezza nazionale. La Bielorussia rischia una grave situazione di isolamento; soltanto la Russia si è schierata con forza con Lukašenko, criticando la reazione dell’Europa e degli Stati Uniti. Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha dichiarato che Mosca non intende lasciare sola la Bielorussia e ribadito il «legame fraterno».

 

Immagine: Aleksandr Lukašenko (8 luglio 2015). Crediti: Kremlin.ru [CC BY 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by/4.0)], attraverso Wikimedia Commons

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