4 agosto 2020

L’attualità della Guerra di Corea

Settant’anni fa, nell’estate del 1950, iniziava uno dei conflitti più importanti della storia contemporanea: la Guerra di Corea. Nonostante l’immaginario occidentale sull’Asia sia stato plasmato dal Vietnam, anche grazie a Hollywood, in realtà il conflitto coreano è stato più importante: il suo impatto globale, a settant’anni di distanza, è ancora con noi.

Anzitutto, la Guerra di Corea non è tecnicamente conclusa. Ovviamente è stato firmato un armistizio, il 27 luglio 1953, ma non c’è una pace condivisa.

La questione coreana ha influenzato profondamente la guerra fredda e tutta l’Asia della seconda metà del Novecento. Soprattutto, continua a caratterizzare il nostro secolo, dove è evidente la centralità dei conflitti in quell’area, per ragioni economiche e geopolitiche.

La Corea del Nord (Repubblica Popolare Democratica di Corea) è figlia di quel conflitto, per la sua struttura militare e familiare. L’arretramento economico convive con la costante mobilitazione per gli armamenti, con le sue caratteristiche di prestigio e di tenuta della nazione. La Corea del Sud (Repubblica di Corea) negli anni Cinquanta, dopo la guerra, crebbe meno della Corea del Nord, prima di incarnare una straordinaria storia di crescita e di innovazione, anche se sotto diversi regimi politici nel corso dei decenni. Una vicenda in cui è centrale il ruolo di alcune grandi aziende tecnologiche, a partire da Samsung, tanto che la Corea del Sud viene definita da alcuni come “Repubblica di Samsung”. 

La Repubblica Popolare Cinese ha avuto nella Guerra di Corea un precoce momento di maturità, decidendo un’ampia mobilitazione militare a un anno dalla fine della guerra civile. Il conflitto non ha riguardato solo l’area regionale di interesse cinese, ma anche la volontà cinese di affermarsi come potenza nella guerra fredda. La Guerra di Corea ha segnato soprattutto gli Stati Uniti, per diverse ragioni. Per esempio, la questione militare, a livello interno ed esterno. Il generale Douglas MacArthur, veterano della guerra nel Pacifico e dell’occupazione del Giappone, viene rimosso dal presidente Truman per profonde divergenze. Allo stesso tempo, le forze militari di Washington sono rimaste in Corea del Sud: Camp Humphreys, con 28.000 soldati, è la più grande base degli Stati Uniti all’estero.   

Gli storici della presidenza e i giuristi restano molto interessati alla Guerra di Corea, per comprendere l’evoluzione del potere negli Stati Uniti. Lo storico Arthur Schlesinger Jr. nel suo classico del 1973, The Imperial Presidency, individua l’allargamento dei poteri presidenziali nell’ingresso in guerra operato da Truman senza l’approvazione del Congresso e in altri eventi, che culminano in un ordine esecutivo dell’8 aprile 1952, con cui al segretario al Commercio viene ordinato di prendere il controllo di gran parte dell’industria dell’acciaio degli Stati Uniti. Da questo tentativo di Truman è nata una disputa nelle corti, con la successiva decisione della Corte suprema che ha affermato i limiti dei poteri presidenziali.   

Questo resta, in ogni caso, uno degli elementi più attuali del conflitto coreano: il fatto che gli Stati Uniti l’abbiano utilizzato per stabilire e applicare alcuni strumenti che oggi definiamo di “guerra economica”. Nonostante la decisione della Corte suprema sull’acciaio, questi poteri sulla sicurezza nazionale restano molto influenti. Vengono per esempio dal Defense Production Act, promulgato l’8 settembre 1950, che è stato utilizzato nella crisi Covid-19 per cercare di riorientare (non sempre con successo) la produzione industriale delle aziende americane verso la catena del valore biomedicale e dei dispositivi di protezione. Risale alla Guerra di Corea anche la creazione dell’OFAC (Office on Foreign Assets Control), strumento centrale per la politica di sanzioni degli Stati Uniti. L’ingresso cinese in guerra nell’autunno del 1950, infatti, porta al blocco di tutti gli asset cinesi e nordcoreani sotto la giurisdizione americana, e alla creazione di un apposito ufficio all’interno del Dipartimento del Tesoro, per supervisionare e realizzare queste operazioni. Oggi la “lista OFAC” comprende migliaia di individui e aziende in numerosi Paesi, ma anche questa storia ha inizio con la Guerra di Corea. Senza avere fine.

 

Immagine: Bombardamenti aerei distruggono i rifornimenti nordcoreani durante il blocco di Wonsan. Crediti: Everett Collection / Shutterstock.com

 


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