24 settembre 2012

Diario dalla Cina

SETTEMBRE 2012

 

Per Ai Weiwei le manifestazioni antigiapponesi erano manovrate Le manifestazioni antigiapponesi dei giorni scorsi sarebbero state organizzate dai funzionari del partito e del governo cinese. Lo scrive in internet Ai Weiwei, l’architetto dissidente che è stato per 81 giorni in carcere. Ai, che è stato uno dei disegnatori dello stadio olimpico di Pechino, ha messo in rete anche il video nel quale si vede una cinquantina di manifestanti scagliarsi contro l’auto dell’ambasciatore americano in Cina, Gary Locke. L’artista si trovava a casa di un amico nei pressi dell’ambasciata giapponese (molto vicina a quella americana) intorno alla quale c’erano manifestazioni di protesta, quando ha visto le proteste e ha cominciato a filmare, cogliendo l’attimo delle violenze contro l’auto del rappresentante diplomatico statunitense. Per Ai Weiwei, i leader cinesi pensano che i cittadini e gli osservatori siano ingenui se credono nella spontaneita’ delle manifestazioni. L’ultima vera protesta, per l’artista dissidente, e’ stata quella di Piazza Tiananmen nel 1989. ”C’erano troppi dettagli nelle manifestazioni per pensare che erano spontanee, erano tutte preparate con cura. Sembra siamo tornati indietro ai tempi della rivoluzione culturale”, ha scritto l’artista.

 

La borsa di Shanghai ai minimi da 43 mesi, Indice Pmi Hsbc segna ancora stagnazione per la Cina, crolla l’acciaio Crolla ai minimi da 43 mesi Shanghai, con la borsa che risente delle preoccupazioni per la crescita cinese che ancora ristagna. Con una perdita di 42,99, pari al 2,08%, l’indice ha chiuso a 2.024,84 punti. Secondo gli analisti, gli investitori sono tutti preoccupati per i dati economici del paese del dragone, soprattutto dopo che la banca Hong Kong&Shanghai Banking Corporation (Hsbc) ha registrato in 47,8% la proiezione del Pmi, il Purchase Manager Index per il settore manifatturiero. Un risultato sotto il 50 indica la stagnazione. Ad agosto il dato era del 47,6% (49,2% quello ufficiale), il livello più basso dal marzo 2009. Questo dato, unito a quello relativo alla riduzione, per il terzo mese consecutivo degli investimenti diretti in Cina, preoccupa gli investitori. Crolla pure la produzione di acciaio che ad agosto ha lasciato sul campo l’1,7% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, quando invece c’era una crescita del 13,8%. Nei primi otto mesi dell’anno, la Cina ha prodotto 481,57 milioni di tonnellate di acciaio, in aumento del 2,3% rispetto all’anno scorso, ma la crescita rappresenta una diminuzione dell’8,3% rispetto a quella registrata l’anno scorso. I profitti del settore sono crollati del 48,3% a 9,6 miliardi di euro durante i primi sette mesi dell’anno. A peggiorare la situazione della borsa di Shanghai, anche i problemi politici tra Cina e Giappone relativi alla contesa sulle isole Diaoyu/Senkaku, sfociate in grosse manifestazioni nei giorni scorsi e nella sospensione delle attività di imprese giapponesi in Cina, dai ristoranti alle grosse fabbriche. Gli unici che hanno beneficiato della contesa sono stati i cantieri navali che hanno visto le loro quotazioni salire dal 2,14 al 6,4%. Perdono parecchio invece i titoli minerari dal 6.64% al 7,88%. Gli analisti credono che dopo la notizia di nuovi stimoli dell’altra settimana da parte del governo cinese, lo stesso interverrà con altre azioni per favorire la crescita.

 

Riappare in pubblico Xi Jinping. Il principe ereditario è tornato Dopo due settimane di totale assenza dalle scene, e’ oggi riapparso in pubblico Xi Jinping, attuale vice presidente e destinato a breve a diventare il successore di Hu Jintao come timoniere della Repubblica Popolare cinese. Xi, secondo quanto ha reso noto l’agenzia Nuova Cina, si è recato stamane all’Università cinese dell’Agricoltura per partecipare ad attività legate alla Giornata nazionale per la diffusione delle scienze. In un paio di immagini che hanno fatto in poche ore il giro della rete, Xi Jinping è ritratto sorridente, in abiti casual, con una maglietta bianca e una giacca sportiva scura, mentre chiacchiera e stringe le mani ad alcuni funzionari. Già da ieri si era diffusa la voce che Xi, dopo una misteriosa assenza, potesse riapparire oggi in pubblico, voce poi rivelatasi fondata. Giovedì scorso il nome del cinquantanovenne top leader cinese era apparso in un messaggio di condoglianze per la morte di un funzionario della provincia del Guangxi. Nessun commento, nessuna giustificazione da parte di Xi o del suo Partito sui motivi di questi 15 giorni di black out, che hanno fatto circolare le voci e le ipotesi più disparate. Da quelle legate a problemi di salute che lo volevano bloccato a letto per un incidente alla schiena avvenuto mentre nuotava, o vittima di un cancro che lo aveva costretto a sottoporsi ad un urgente intervento chirurgico, o ancora colpito da un attacco cardiaco. Per poi passare a quelle di stampo più politico, quasi da spy story, secondo le quali il futuro presidente cinese sarebbe stato fatto oggetto di un attentato o rimasto coinvolto in un incidente stradale provocato dai suoi oppositori. Il mistero si era poi infittito a causa della sparizione di un altro importante elemento del partito, He Guoqiang, capo del settore disciplina e membro del Politburo che, secondo una delle voci, sarebbe stato coinvolto anche lui in un incidente stradale insieme a Xi Jinping e che poi è invece riapparso un paio di giorni fa in visita negli studi della televisione cinese CCTV. Quale sia la verità è difficile saperlo, considerata anche la tradizionale tendenza del partito comunista a non rivelare nulla specie quando si tratta di questioni di salute dei suoi membri. Proprio per frenare le troppe voci che circolavano sul web sulla vicenda, la censura cinese nei giorni scorsi aveva bloccato il nome di Xi Jinping dai motori di ricerca e dai vari micro blog come sina weibo, il twitter cinese. Le speculazioni sulla sorte del vicepresidente ‘scomparso’ erano iniziate all’inizio di settembre. L’ultima apparizione risale al primo settembre, poi più nulla. Il 5 settembre Xi Jinping non aveva partecipato a un incontro programmato con il segretario di stato americano, Hillary Clinton, e in seguito con il primo Ministro danese e altri capi di stato e di governo. La notizia della ricomparsa ha fatto in poche ore il giro del mondo e ha avuto una vasta eco anche in rete. Sui siti cinesi molti i commenti sull’avvenimento. Alcuni utenti, evitando di usare il nome del leader cinese per aggirare la censura del grande fratello del paese del dragone, hanno usato termini alternativi per riferirsi a lui in commenti sui microblog. Diversi quelli che hanno scritto che ”il principe ereditario è tornato”.


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