27 gennaio 2021

Dopo le dimissioni di Giuseppe Conte si aprono le consultazioni

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato le sue dimissioni nella riunione del Consiglio dei ministri di martedì 26 gennaio. I capi delegazione Alfonso Bonafede (Movimento 5 stelle), Dario Franceschini (Partito democratico) e Roberto Speranza (Liberi e Uguali) hanno ribadito al primo ministro il loro sostegno e l’apprezzamento per il suo operato. La riunione del governo, iniziata alle 9.25 del mattino, è stata molto breve; i ministri, oltre a prendere atto della nuova situazione, hanno comunque votato misure urgenti relative al funzionamento del CONI, per affermarne l’autonomia e il rispetto delle indicazioni del Comitato olimpico internazionale. Questo provvedimento è servito anche a fugare i dubbi rispetto a una eventuale esclusione dell’Italia dai Giochi olimpici di Tokyo. La riunione è comunque terminata poco dopo le 10.00 e Giuseppe Conte si è recato al Quirinale per rassegnare le sue dimissioni al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che le ha accolte, dando così inizio ufficialmente alla crisi di governo. Il presidente della Repubblica, rispettando una prassi consolidata, non ha firmato però il decreto di accettazione delle dimissioni, che dovrebbe poi essere controfirmato dal presidente del Consiglio, e quindi l’attuale governo rimane in carica per il disbrigo degli affari correnti.

La dinamica complessiva degli avvenimenti ha portato alcuni commentatori a definire la crisi come extraparlamentare, perché determinata dai dissensi verificatisi nella maggioranza di governo, in particolare dalle riserve espresse da Italia viva, che avevano portato alle dimissioni della sua delegazione all’interno dell’esecutivo. Giuseppe Conte aveva comunque ottenuto la fiducia delle Camere ma ha poi ritenuto che non esistessero le condizioni di stabilità politica necessarie per andare avanti con il governo in carica. 

Di fronte alla crisi, il presidente della Repubblica consulterà i gruppi parlamentari per capire se con questa composizione delle assemblee parlamentari è possibile formare una maggioranza e dare un nuovo governo al Paese. Altrimenti, non resta altra strada delle elezioni anticipate. Nel pomeriggio di mercoledì 27, il presidente della Repubblica incontrerà prima la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, e poi il presidente della Camera, Roberto Fico. Giovedì 28 gennaio riceverà il gruppo parlamentare per le autonomie (SVP-PATT, UV) del Senato e poi i rappresentanti dei gruppi misti del Senato e della Camera. Nel pomeriggio saranno ascoltati anche i gruppi parlamentari di Liberi e Uguali, di Italia viva - PSI del Senato e di Italia viva della Camera; la giornata si concluderà con l’incontro con il Partito democratico. Le consultazioni si chiuderanno venerdì pomeriggio quando saranno ricevuti i gruppi parlamentari della coalizione di centrodestra, che sembrano orientati a presentarsi unitariamente, e del Movimento 5 stelle. A questo punto, Sergio Mattarella potrebbe affidare l’incarico per formare un nuovo governo. Non è escluso che la scelta ricada sullo stesso Giuseppe Conte, che ha parlato dell’esigenza di un “governo di salvezza nazionale”. Secondo molti osservatori non è da escludere l’ipotesi di un terzo governo Conte con l’appoggio di Movimento 5 stelle, Partito democratico, Liberi e Uguali e di una nuova aggregazione di parlamentari definita ‘gruppo dei responsabili’, che farà riferimento proprio al premier Conte. Naturalmente l’aspettativa del capo dello Stato è quella di maggioranze solide, che almeno sulla carta possano perseguire l’obiettivo di completare la legislatura e far superare al Paese l’emergenza sanitaria. Tra le ipotesi che sono state considerate, anche quella della ricomposizione della maggioranza, quindi con la ricucitura della frattura con Italia viva. Di difficile attuazione, ma comunque presenti nel dibattito politico, le proposte di una maggioranza europeista, che comprenderebbe anche l’ala moderata del centrodestra, e del governo di unità nazionale. Ognuna di queste possibilità presenta ovviamente ostacoli e contraddizioni da superare; tentativi di formare un governo anche per fronteggiare le grandi difficoltà del Paese saranno comunque operati, ma bisogna tener presente che i partiti del centrodestra sembrano orientati a uscire dalla crisi politica tramite nuove elezioni e sono poco inclini a soluzioni di compromesso.

 

Immagine: Giuseppe Conte ha reso al Senato della Repubblica le comunicazioni sulla situazione politica in atto, Palazzo Madama, Roma (19 gennaio 2021). Crediti: Governo italiano. Presidenza del Consiglio dei Ministri [Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia (CC BY-NC-SA 3.0 IT)]

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