09 luglio 2013

Perché al Nour è così importante in Egitto?

Alle quattro di mattina di lunedì 8 luglio l’esercito egiziano ha sparato sulla folla che stava manifestando di fronte alla sede della Guardia Repubblicana al Cairo, uccidendo 51 persone e ferendone diverse centinaia. Molti manifestanti si erano riuniti per protestare contro il colpo di stato dell'esercito ai danni del deposto presidente Mohammed Mursi, che si crede sia trattenuto proprio presso la sede della Guardia Repubblicana. Non è molto chiara la dinamica di quello che è successo - manifestanti ed esercito hanno diffuso dei video che mostrano diverse fasi della sparatoria, ma che non chiariscono le responsabilità effettive - ma una delle reazioni più significative agli eventi di domenica notte è stata quella del partito salafita egiziano Al Nour: i suoi membri prima hanno comunicato di volersi ritirare dalle consultazioni presidenziali per la formazione del nuovo governo, poi hanno "ammorbidito" le loro posizioni, dicendo al quotidiano del Qatar Al-Jazeera che in realtà la loro era una sospensione, più che un ritiro. Erano state proprio le riserve di Al Nour, secondo più importante partito islamista dopo i Fratelli Musulmani, a bloccare la nomina di Mohamed El Baradei a primo ministro - e poi a vice primo ministro - del governo ad interim che i militari stanno cercando di formare per guidare il paese nel periodo di transizione fino alle prossime elezioni. Dopo il veto di Al Nour, il nuovo presidente dell'Egitto, Adli Mansour, aveva comunicato alla stampa che non c’era ancora certezza riguardo alle diverse nomine e che i negoziati tra le varie forze politiche sarebbero dovuti continuare. Il partito Al Nour, visto fino a due anni fa non tanto come una formazione politica quanto come un gruppo di estremisti islamici con poche possibilità di ottenere ampio consenso, è riuscito a crearsi un certo spazio politico dopo avere scaricato Mursi durante il colpo di stato dei militari dei giorni scorsi. Al Nour è stato l’unico partito islamista che ha appoggiato il colpo di stato contro Mursi, sebbene fosse molto legato ai Fratelli Musulmani. Inoltre, la sua presenza a fianco dei militari ha dato il segnale agli elettori egiziani che la mossa dell'esercito non era rivolta contro l’Islam, o i partiti islamisti al potere. Con il passare dei giorni, Al Nour ha acquisito un ruolo sempre più necessario nelle negoziazioni per la formazione del nuovo governo. Molti esperti hanno scritto che non è possibile, ad oggi, pensare di formare un governo ad interim nel nuovo Egitto post-Mursi senza che questo ottenga l'appoggio e il sostegno dei salafiti di Al Nour. Il problema, stanno dicendo alcuni leader più laici dell'Egitto, è che i salafiti stanno imponendo delle condizioni sempre più stringenti: hanno rifiutato le candidature del primo ministro e del vice primo ministro avanzate dall'esercito e dalle altre opposizioni, e mantengono una posizione di intransigenza rispetto alla presenza della religione islamica nell'assetto politico e istituzionale del paese. Le fazioni politiche più laiche dell'Egitto si stanno mostrando sempre più preoccupate sulle richieste di Al Nour, soprattutto dopo le dichiarazioni di lunedì della loro sospensione nelle negoziazioni per il nuovo governo. Samer Shehata, politologo all’Università dell’Oklahoma esperto di islamismo, ha detto che gli ultraconservatori di Al Nour stanno sfruttando le fratture che si sono create in questi giorni all'interno del movimento dei Fratelli Musulmani. Negli ultimi due anni Al Nour ha fatto una grande campagna per rafforzare i princìpi islamici all'interno delle istituzioni dello stato: ad esempio, si è battuto per inserire nella Costituzione egiziana non solo un blando riconoscimento ai princìpi dell’islamismo, ma una vera e propria ristrutturazione della carta costituente in favore della legge islamica. Ora, con il ruolo sempre più decisivo nel futuro dell'Egitto, Al Nour potrebbe volere - e potere - avanzare delle richieste a cui gli alleati potrebbero non poter dire di no. E questo vale sia per la Costituzione, sia per la nomina di personalità non laiche nei posti che contano del nuovo governo ad interim dell'Egitto.

 

Pubblicato in collaborazione con Meridiani Relazioni Internazionali


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