17 dicembre 2018

Flotta militare cinese nel Golfo di Aden

La Trentunesima flotta della Marina militare cinese sta raggiungendo il Golfo di Aden dove sarà operativa in un’azione di scorta e di accompagnamento alle imbarcazioni civili che si muovono al largo della Somalia e nell’Oceano Indiano Occidentale. Si tratta di un’area esposta alle incursioni della pirateria somala e anche a possibili insorgenze ispirate al fondamentalismo islamico e l’azione di protezione da parte di unità militari è diventata frequente negli ultimi venti anni. La costante presenza militare cinese fa parte però di una strategia collegata alla Nuova Via della Seta e all’accelerazione del percorso che porta la Cina ad essere una potenza globale anche sul piano militare, partendo proprio dalla flotta, rinnovata e potenziata con un forte investimento di spesa e sempre più spesso impegnata lontano dalle proprie coste. Il Golfo di Aden riveste un’importanza cruciale per il commercio marittimo e per quello cinese in particolare. Non è casuale che la prima base militare cinese all’estero sia stata aperta proprio a Gibuti, nell’estate del 2017. Nonostante la diplomazia cinese abbia sempre cercato di sminuire il significato più propriamente militare dell’insediamento, è evidente che si tratta di un passaggio importante nella strategia geopolitica del colosso asiatico verso l’Africa. La Cina sta investendo fortemente in Africa e ha intenzione di assicurare una protezione ai suoi cittadini (come nell’operazione di evacuazione dallo Yemen del 2015), alle infrastrutture collegate alla Nuova Via della Seta e in generale ai suoi investimenti, che sono stati ingenti in questi anni. La candidatura della flotta cinese a svolgere in giro per il mondo operazioni di protezione delle rotte commerciali è quindi un segnale forte delle ambizioni geopolitiche della Cina.

 

Crediti immagine: U.S. Navy photo by Mass Communication Specialist 2nd Class Aaron Chase/Released [Public domain], attraverso Wikimedia Commons

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