8 novembre 2018

Il Congresso del PPE guarda alle elezioni di maggio

Il Congresso del Partito popolare europeo (PPE) riunito ad Helsinki il 7 e l’8 novembre si confronta sul rilancio dell’Europa e sul rapporto con il fronte sovranista. Si discute però anche di candidature per la presidenza della Commissione europea in vista delle elezioni del maggio 2019. I settecento delegati sceglieranno il loro Spitzenkandidat, il “candidato-guida”. Favorito il tedesco Manfred Weber, capogruppo del PPE all’Europarlamento ed esponente di punta dell’Unione cristiano-sociale (CSU, Christlich-soziale Union) bavarese; resta in campo la candidatura del finlandese Alex Stubb, ex premier finlandese e attuale vicepresidente della Banca europea degli investimenti. Manfred Weber ha l’appoggio di Angela Merkel, Silvio Berlusconi, Viktor Orbán, Sebastian Kurz; sulla sua candidatura si schiera insomma una larga maggioranza di delegati. D’altra parte, anche se molti osservatori ne denunciano la mancanza di carisma, ci sono ragioni politiche che ne favoriscono la vittoria; Alex Stubb che ha l’appoggio delle delegazioni scandinave e consensi in alcuni Paesi dell’Est, sembra poco indicato, per le sue posizioni, ad aprire un dialogo con i sovranisti verso i quali Weber ha mostrato invece aperture, lasciando lo spazio a possibili convergenze. In ogni caso, non è detto che Weber, anche in caso di un buon risultato dei popolari a maggio, riesca a diventare presidente della Commissione. L’introduzione degli Spitzenkandidaten è una relativa novità che risale al 2014 e indica quei candidati che i partiti europei propongono agli elettori come loro prima scelta – nel caso escano vincitori dalle elezioni europee – come presidente della Commissione europea. Non c’è però nessun obbligo per il Parlamento di eleggere il presidente tra gli Spitzenkandidaten e naturalmente i governi faranno sentire la loro voce, tanto più che il rinnovo della Commissione avverrà sei mesi dopo il voto di maggio. Gli Spitzenkandidaten saranno i primi in lista, ma se, come è possibile, la composizione del Parlamento sarà molto diversa da quella attuale, sono possibili nuove alleanze e accordi inediti su altri candidati.

 

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