27 settembre 2018

In Romania referendum per impedire i matrimoni gay

In Romania è stata ratificata la data del 6-7 ottobre per lo svolgimento del referendum popolare sulla modifica dell’articolo 48 della Costituzione relativamente alla definizione di matrimonio e di famiglia: attualmente il testo recita che la famiglia è fondata sul matrimonio tra i ‘coniugi’, mentre, se la consultazione approverà il cambiamento, il termine generico verrà sostituito dalla formula ‘tra un uomo e una donna’. Il referendum è il punto d’arrivo di un movimento di iniziativa popolare nato nel 2015 e guidato dalla Coalizione per la famiglia (Coaliția pentru Familie) che ha raccolto oltre tre milioni di firme – superando quindi di larga misura le 500.000 necessarie – e che ha ricevuto il sostegno della Chiesa ortodossa, di quella cattolica e di quella copta. 

Al momento in Romania non esiste alcuna forma di riconoscimento per le coppie omosessuali – né matrimonio né unioni civili – ma la modifica è stata proposta proprio per evitare il rischio che queste unioni possano essere legalizzate in futuro da un eventuale governo più aperto rispetto ai diritti dei gay: i matrimoni tra persone dello stesso sesso diventerebbero infatti ‘incostituzionali’ e richiederebbero una ulteriore lunga e complessa procedura per la modifica del testo della Costituzione. Le uniche voci contrarie sono quelle del presidente Klaus Iohannis e dell’Unione salva Romania (USR, Uniunea Salvați România): l’impegno su questo tema viene considerato soltanto un tentativo di distrarre l’attenzione rispetto a questioni ben più importanti come gli scarsi risultati nel contenimento della corruzione, la cattiva gestione dell’emergenza relativa all’epidemia di peste suina africana e il pesante intervento delle forze di polizia durante le manifestazioni antigovernative del mese scorso.

 

Crediti immagine: da Mihai Petre [CC BY-SA 4.0  (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)], attraverso Wikimedia Commons

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