5 novembre 2018

La Nuova Caledonia resta territorio francese d’Oltremare

Con il 56,4% di ‘no’ al referendum per l’indipendenza tenutosi il 4 novembre la Nuova Caledonia ha sancito il suo status di territorio d’Oltremare della Francia. Il risultato della consultazione, prevista dagli Accordi di Noumea del 1998, che avevano ratificato una maggiore autonomia della Nuova Caledonia rispetto alla Francia, è stato salutato con orgoglio dal presidente Emmanuel Macron; tra i motivi di soddisfazione pesa indubbiamente anche la strategica attività estrattiva di nichel presente nel Territorio, una delle più importanti del mondo. Tuttavia, il confronto con l’esito di un analogo referendum tenutosi nel 1987, nel quale ben il 98,3% dei votanti si era espresso per il ‘no’, mostra un consistente indebolimento del fronte ‘unionista’, la cui aspettativa era di attestarsi intorno a numeri più alti. La popolazione dell’ex colonia penale francese (circa 270.000 persone, di cui circa 170.000 chiamate a votare), mostra infatti un’accentuata spaccatura tra quella di origine europea e quella indigena (i Canachi), che da sempre vive in condizioni di maggiore disagio ed emarginazione rispetto a istruzione, condizioni sociali, economiche e lavorative. Se la vittoria del ‘no’ rappresenta per Macron un successo prestigioso a livello internazionale, sul fronte interno, il presidente francese ha invece minori motivi di soddisfazione; nei sondaggi per le prossime elezioni europee il suo partito appare infatti in grande difficoltà, e per la prima volta la destra di Marine Le Pen ha scavalcato La République en marche!

 

Crediti immagine: da GeorgeLouis. BeenAroundAWhile at en.wikipedia [CC BY 3.0  (https://creativecommons.org/licenses/by/3.0)], attraverso Wikimedia Commons

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