30 ottobre 2018

La fine di un’epoca: Merkel non si ricandida

“È venuto il momento di aprire un nuovo capitolo”: Angela Merkel non si ricandiderà alla presidenza dell’Unione cristiano-democratica (CDU) al congresso di dicembre e ad altri incarichi politici dopo il 2021, data di scadenza del suo attuale mandato. Va dunque verso la conclusione un’epoca che ha visto Merkel protagonista in Germania e in Europa, dopo diciotto anni alla guida del suo partito e quattro incarichi come cancelliera. Decisivi nel prendere questa decisione sono stati certamente i pessimi risultati nelle ultime due consultazioni elettorali locali, in Baviera e in Assia, per i quali Merkel si assume “piena responsabilità”, ma va detto che essi giungono come epilogo di un percorso che, soprattutto a partire dal 2015, è diventato particolarmente accidentato.

Alcune scelte coraggiose di Angela Merkel relative all’emergenza migranti non sono state apprezzate nemmeno all’interno del suo stesso partito, e gli attentati a Berlino nel 2016 e i disordini di Capodanno a Colonia sono stati indicati dalle opposizioni come risultato letale della sua politica su questo tema; le elezioni del 2017 hanno imposto i difficili equilibri della Grosse Koalition e mostrato l’avanzata della destra.

Si apre ora la corsa per la successione alla presidenza; Merkel ha comunque espresso l’intenzione di mantenere il ruolo di cancelliera fino al 2021, anche se, come è stato notato, in più occasioni aveva lei stessa affermato che la guida dell’esecutivo deve coincidere con la guida del partito. Molto dipenderà da chi verrà dopo di lei: se si tratterà di una scelta in qualche modo di ‘continuità’ (come potrebbe essere Annegret Kramp-Karrenbauer, attuale segretaria del partito), la sua permanenza alla cancelleria potrebbe risultare indolore, mentre se la scelta ricadesse su altri possibili candidati critici e rivali di Merkel, come il ministro della Sanità Jens Spahn, o Friedrich Merz, l’operazione potrebbe risultare più difficile.


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