9 ottobre 2018

La scomparsa di Jamal Khashoggi accresce la tensione tra Arabia Saudita e Turchia

Dal 2 ottobre non si hanno notizie di Jamal Khashoggi, giornalista saudita dissidente e collaboratore del Washington Post. Khashoggi si era recato nel consolato dell’Arabia Saudita a Istanbul, per alcune pratiche relative al suo divorzio: da quel momento se ne sono perse le tracce. Le autorità saudite dichiarano che il giornalista ha lasciato liberamente il consolato; secondo numerose indiscrezioni che sono arrivate alla stampa internazionale, gli inquirenti turchi che indagano sul caso ipotizzano che Khashoggi sia stato ucciso all’interno della sede diplomatica e il suo corpo smembrato in modo da non lasciare tracce. Le autorità saudite respingono con sdegno queste ricostruzioni, ma fino adesso non ci sono state prove documentate del fatto che il giornalista abbia effettivamente lascito il consolato. In passato Jamal Khashoggi era stato vicino alle autorità saudite; negli ultimi anni le sue posizioni erano invece molto più critiche, soprattutto rispetto alla politica estera. In particolare, aveva espresso forti riserve sul coinvolgimento nella guerra in Yemen, sul boicottaggio del Qatar e sugli arresti di dissidenti e di attivisti politici. In qualche modo aveva contribuito a ridimensionare la portata delle aperture democratiche portate avanti dal principe ereditario Mohammad bin Salman; questi contrasti probabilmente avevano influito sulla sua decisione di trasferirsi all’estero. Sembra che avesse manifestato più volte preoccupazioni per la propria libertà e per la propria incolumità.  

È difficile prevedere se le indagini svolte dalla polizia turca porteranno a una rapida conclusione del caso; naturalmente non sono del tutto abbandonate le speranze che Khashoggi sia vivo. La vicenda pesa però come un macigno sulle relazioni tra Arabia Saudita e Turchia, già da tempo non facili: i due Paesi, entrambi appartenenti al campo sunnita, sono però divisi su molte questioni come i rapporti con l’Egitto e il Qatar, l’appoggio alla causa palestinese, la Siria. Gli Stati Uniti sono preoccupati che questa nuova crisi possa far precipitare i rapporti tra i due Paesi, rilanciando la loro sfida egemonica e rendendo ancora più complesso lo scenario regionale.

 

Crediti immagine: da POMED. Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0), attraverso www.flickr.com

 


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