19 dicembre 2018

Proteste in Ungheria contro la ‘legge schiavitù’

L’opposizione scende in piazza contro il governo Orbán, ed era da tempo che non si assisteva a una mobilitazione di questa portata. La scintilla che ha dato il via alle manifestazioni di protesta è stata l’approvazione da parte del Parlamento di una legge che alza il tetto delle ore di straordinario che un datore di lavoro può richiedere ai dipendenti da 250 a 400, con la possibilità di retribuirle poi comodamente nell’arco dei tre anni successivi alla prestazione. Il provvedimento – che deve ancora andare alla firma del capo dello Stato János Áder, invitato dai manifestanti a non siglarlo – cerca di controbilanciare la politica anti-immigratoria portata avanti da Orbán, in seguito alla quale l’Ungheria si ritrova ad avere un serio problema di mancanza di manodopera, a fronte di un tasso di disoccupazione bassissimo (intorno al 3,7%), che potrebbe frenare la crescita economica del Paese. Le manifestazioni di protesta hanno raccolto anche il dissenso generato da altri provvedimenti del governo, come alcune leggi che limitano di fatto la libertà di stampa e la riforma della giustizia che ha creato un nuovo organo giudiziario parallelo, specifico per le questioni relative alla pubblica amministrazione, direttamente controllato dal ministro della Giustizia, che stabilirà nomine, promozioni e retribuzioni dei giudici.

 

Crediti immagine: Dennis Jarvis. Attribution-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-SA 2.0), attraverso www.flickr.com

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