11 ottobre 2018

Spaccatura sempre più profonda tra l’Autorità palestinese e Hamas

Il presidente dell’Autorità palestinese, Mahmoud Abbas, ha minacciato di tagliare tutti i fondi destinati alla Striscia di Gaza, su cui Hamas esercita il controllo dopo la guerra civile del 2007, nonostante i numerosi tentativi fatti nel corso degli anni per ricondurre la Striscia sotto l’Autorità palestinese. A riaccendere le tensioni la fornitura di circa 450.000 litri di carburante da parte del Qatar per far funzionare la centrale elettrica di Gaza e alleviare le condizioni di grave disagio dei residenti causate dalla mancanza di energia (in media si hanno circa 4 ore di elettricità al giorno). Il passaggio delle autocisterne, con il tacito ma concordato benestare di Israele, si è svolto sotto la supervisione delle Nazioni Unite che hanno anche operato per far arrivare i fondi necessari per pagare i dipendenti pubblici, che da mesi non percepiscono lo stipendio; una manovra finalizzata a non far degenerare le proteste contro Israele in corso da mesi a Gaza, che ha però immediatamente provocato una reazione fortemente ostile da parte dell’Autorità palestinese che intravede in questa mossa una forma di legittimazione e riconoscimento di fatto di Hamas, un tema sul quale non è disposta a compromessi; e d’altra parte proprio il blocco delle risorse destinate alla centrale elettrica era parte di una strategia per mettere in difficoltà Hamas. La minacciata ritorsione di tagliare i fondi destinati a Gaza ha suscitato l’ira del presidente egiziano ʿ Abd al-Fattah Saʿid Husayn Khalil al-Sisi, che accusa l’Autorità palestinese di alimentare lo scontro e di favorire lo scatenamento di un vero e proprio conflitto tra Gaza e Israele.

 

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