28 giugno 2019

Attacchi terroristici in Tunisia

Due attacchi terroristici compiuti da kamikaze, susseguitisi a breve distanza di tempo, hanno sconvolto la capitale della Tunisia nella giornata di giovedì 27 giugno. Il primo attentato era rivolto contro una pattuglia delle forze di sicurezza, nei pressi dell’ambasciata francese, in pieno centro; il secondo attacco ha colpito gli uffici della polizia giudiziaria. Il bilancio è di un morto e diversi feriti e le azioni sono state a quanto sembra rivendicate dall’Esercito islamico, rimettendo in allerta le autorità su una recrudescenza del terrorismo. In Tunisia in realtà non è mai stato revocato lo stato di emergenza dichiarato nel 2015 a seguito di gravi attentati contro forze di polizia e turisti con numerose vittime e in seguito più volte riconfermato, l’ultima volta nell’aprile 2019.

In concomitanza con gli attentati, anche se senza alcun legame con questi, il presidente Béji Caïd Essebsi, di 92 anni, figura chiave nel processo di transizione democratica avviato dopo la caduta del regime di Zayn al-̔Abidin Ben ̔Ali nel 2011, è stato trasferito d’urgenza all’ospedale militare di Tunisi dopo essere stato colto da un malore; nel corso della giornata di giovedì sono circolate anche voci sulla sua morte, poi successivamente smentite. Si accentua così il clima di instabilità, mentre la Tunisia si avvia verso un periodo molto delicato in vista delle elezioni parlamentari e presidenziali in autunno, in un contesto caratterizzato da frammentazione politica e questioni interne irrisolte.

 

Immagine: Béji Caïd Essebsi nel palazzo presidenziale di Cartagine, Tunisia (26 ottobre 2016). Crediti: J. Marchand, ITU Pictures from Geneva, Switzerland [CC BY 2.0 (https://creativecommons.org/licenses/by/2.0)], attraverso Wikimedia Commons

0